ITV 13; Hymni totius anni (1581), n. 17; ristampa 1600b
Forma / genere
Inno sacro
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass
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SCHEDA CURATORIALE
Dettaglio dell’opera
Aurea luce, et decore roseo è l’inno di Tomás Luis de Victoria per la festa di san Pietro. Apparve come numero 17 degli Hymni totius anni, pubblicati nel 1581. L’inno alterna quattro versi: il primo e il terzo sono in canto piano; il secondo («Janitor caeli») e il quarto («Sit Trinitati») sono elaborati in polifonia a quattro voci.
Le sezioni polifoniche sono per coro a cappella SATB: Cantus, Altus, Tenor e Bassus, registrati separatamente nell’organico. Il canto piano dei versi I e III costituisce un’alternanza monodica all’interno dello stesso inno, non un ulteriore coro o una parte strumentale.
La data precisa di composizione non è nota. Il range 1549–1611 è un riferimento biografico approssimativo; 1581 documenta la prima pubblicazione.
I. Aurea luce, et decore roseo (canto piano) Aurea luce et decore roseo, Lux lucis, omne perfudisti saeculum, Decorans caelos inclito martyrio, Hac sacra die, quae dat reis veniam.
II. Janitor caeli, doctor orbis pariter (SATB) Janitor caeli, doctor orbis pariter, Judices saecli, vera mundi lumina; Per crucem alter, alter ense triumphans, Vitae senatum laureati possident.
III. O felix Roma, quae tantorum principum (canto piano) O felix Roma, quae tantorum principum Es purpurata pretioso sanguine, Non laude tua, sed ipsorum meritis Excellis omnem mundi pulchritudinem.
IV. Sit Trinitati sempiterna gloria (SATB) Sit Trinitati sempiterna gloria, Honor, potestas atque iubilatio, In unitate cui manet imperium, Ex tunc et modo per aeterna saecula. Amen.
Traduzione italiana redazionale I. Di luce dorata e roseo splendore, o Luce della luce, hai inondato il mondo intero, ornando i cieli con un martirio glorioso in questo giorno sacro che concede perdono ai colpevoli. II. O custode del cielo e dottore del mondo, giudici del tempo e vere luci del mondo, voi che trionfaste, uno con la croce e l’altro con la spada, ora coronati possedete il senato della vita. III. O Roma felice, resa purpurea dal sangue prezioso di principi tanto grandi: non per la tua lode, ma per i loro meriti superi ogni bellezza del mondo. IV. Alla Trinità sia gloria eterna, onore, potenza ed esultanza; a lei appartiene il regno nell’unità, da sempre, ora e per i secoli eterni. Amen.