Dettaglio dell’opera
Questo mottetto mariano a quattro voci è stato a lungo attribuito a Tomás Luis de Victoria, ma le fonti musicologiche considerano l’attribuzione apocrifa o fortemente dubbia. Non compare nelle raccolte a stampa pubblicate da Victoria; la versione oggi diffusa deriva da una trascrizione ottocentesca inclusa nella raccolta Musica Divina di Karl Proske. Testimoni manoscritti tardi attribuiscono il brano anche a Valentinus Judex o lo trasmettono anonimo; è stata avanzata anche l’ipotesi che la trascrizione/composizione sia legata allo stesso Proske. Perciò la scheda conserva il legame storico con Victoria come attribuzione apocrifa, senza rivendicarne la paternità.
La musica è per coro misto a cappella SATB: soprano, contralto, tenore e basso. Il testo ha due sezioni, «Ave Maria» e «Sancta Maria, Mater Dei»; nella seconda, la ripetizione della supplica è evidenziata nella partitura da un contrasto forte-piano.
Non è stabilita una data di composizione. Il range 1853–1864 segnala soltanto l’intervallo di pubblicazione della raccolta di Proske attraverso cui il brano entrò nella tradizione moderna, non l’epoca certa in cui la musica fu composta.