Il Secundus Psalmus Poenitentialis di Orlande de Lassus mette in musica il Salmo XXXI della Vulgata (Salmo 32 nella numerazione moderna), dall’incipit Beati quorum remissae sunt iniquitates. È il secondo dei sette Salmi penitenziali pubblicati nel ciclo Psalmi Davidis poenitentiales, circa 1584. La composizione si articola in sedici sezioni, che seguono i versetti del salmo e si concludono con la dossologia Gloria Patri e Sicut erat in principio.
La partitura è per coro misto a cappella e indica un organico variabile da cinque a sei parti: SATQB–SSATQB. Le sei linee sono Cantus I, Cantus II, Altus, Tenor, Quintus e Bassus; la seconda linea di soprano entra nelle sezioni a sei parti, mentre il Quintus è una parte vocale autonoma, non uno strumento. Alcune sezioni sono ridotte: la partitura segnala «Quoniam die ac nocte» a quattro voci, «Dixi: Confitebor» a tre e «Intellectum tibi dabo» a due. La struttura dei movimenti conserva i titoli e l’ordine del catalogo della partitura.
La data esatta di composizione non è nota. Il 1532–1594 è riportato soltanto come intervallo biografico approssimativo del compositore; la prima edizione è attestata intorno al 1584. Il testo latino completo e la traduzione italiana redazionale sono riportati nella scheda. I media collegati sono l’incisione integrale di Cappella Amsterdam diretta da Daniel Reuss, pubblicata da Pentatone nel 2025.
Psalmus XXXI (32) — testo latino completo e traduzione italiana
LA
Secundus Psalmus Poenitentialis, Salmo 31 (32) Lassus articola il ciclo in sedici sezioni. Sono conservati gli incipit che identificano ciascuna sezione; il testo continuo qui sotto segue il salmo latino.
Testo latino
Beati quorum remissae sunt iniquitates, et quorum tecta sunt peccata. Beatus vir cui non imputavit Dominus peccatum, nec est in spiritu eius dolus. Quoniam tacui, inveteraverunt ossa mea, dum clamarem tota die. Quoniam die ac nocte gravata est super me manus tua; conversus sum in aerumna mea, dum configitur spina. Delictum meum cognitum tibi feci, et iniustitiam meam non abscondi. Dixi: Confitebor adversum me iniustitiam meam Domino; et tu remisisti impietatem peccati mei. Pro hac orabit ad te omnis sanctus in tempore opportuno. Verumtamen in diluvio aquarum multarum ad eum non approximabunt. Tu es refugium meum a tribulatione quae circumdedit me; exsultatio mea, erue me a circumdantibus me. Intellectum tibi dabo, et instruam te in via hac qua gradieris; firmabo super te oculos meos. Nolite fieri sicut equus et mulus, quibus non est intellectus. In camo et freno maxillas eorum constringe, qui non approximant ad te. Multa flagella peccatoris; sperantem autem in Domino misericordia circumdabit. Laetamini in Domino et exsultate, iusti; et gloriamini, omnes recti corde. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Traduzione italiana redazionale
Beati coloro le cui colpe sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa la colpa e nel cui spirito non c’è inganno. Finché tacevo, le mie ossa si consumavano mentre gridavo tutto il giorno: giorno e notte la tua mano pesava su di me; la mia forza si inaridiva come nell’arsura dell’estate. Ti ho fatto conoscere il mio peccato e non ho nascosto la mia colpa. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»; e tu hai perdonato la colpa del mio peccato. Per questo ogni fedele ti preghi nel tempo opportuno; anche quando straripano acque impetuose, non lo raggiungeranno. Tu sei il mio rifugio dalla tribolazione che mi circonda; sei la mia gioia: liberami da chi mi assedia. Ti darò intelligenza e ti insegnerò la via da seguire; terrò su di te il mio sguardo. Non siate come il cavallo e il mulo, privi d’intelletto: frenate con morso e briglie la loro bocca, altrimenti non si avvicinano a te. Molti sono i castighi del peccatore, ma la misericordia circonda chi confida nel Signore. Rallegratevi nel Signore ed esultate, giusti; giubilate, voi tutti retti di cuore. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
La numerazione è quella della Vulgata: Salmo XXXI, corrispondente al Salmo 32 nella numerazione ebraica e moderna. Le varianti ortografiche latine possono differire tra edizioni.