Cinque canti all’antica (P. 71) è un ciclo vocale composto da Ottorino Respighi nel 1906 e pubblicato a Bologna da Bongiovanni nel 1910. Il catalogo di Potito Pedarra e la partitura indicano mezzosoprano e pianoforte.
I cinque numeri sono L’udir talvolta, Ma come potrei e Ballata, su testi di Giovanni Boccaccio; Bella porta di rubini, aria antica attribuita ad Andrea Falconieri; e Canzone di Re Enzo, il cui testo è attribuito ad Alberto Donini dal catalogo Flaminio. Il quinto testo non è riprodotto qui. Il ciclo si conclude con una canzone collegata all’opera comica Re Enzo.
Le parti si succedono con tempi e durate differenti: Andante (1:31), Adagio (1:53), Lento (1:39), Allegretto vivace (2:00) e Andante (2:55). Le fonti discordano sull’attribuzione di alcuni testi; la scheda distingue l’attribuzione catalografica dalle attribuzioni alternative documentate.
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Testo cantato in italiano
L’udir talvolta nominare il loco
Dove dimori, o talvolta vedere
Chi di là venga, mi riaccende il fuoco
Nel cor mancato per troppo dolere.
E par ch’io senta alcun nascoso gioco
Nell’anima legata dal piacere,
E meco dico: quindi venissi io
Onde quel viene, o dolce mio disio!...
Testo poetico
Ma come potrei
IT
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Testo cantato in italiano
Ma come potrei io mai soffrire
Di partirmi da te che t’amo pur tanto,
Che senza te mi par ognor morire?
Essendo teco non so giammai quanto
Più ben mi possa avere, o più disire.
Ma sallo bene Amore in quanto pianto
Istà la vita mia la notte e ’l giorno,
Mentre non veggo questo viso adorno.
Testo poetico
Ballata
IT
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Testo cantato in italiano
Non so qual io mi voglia,
O viver o morir, per minor doglia
Morir vorrei, che ’l viver m’è gravoso
Veggendomi da voi esser lasciato;
E morir non vorrei, che trapassato
Più non vedrei il bel viso amoroso
Per cui io piango invidioso
Di chi l’ha fatto suo e me ne spoglia!
Testo poetico
Bella porta di rubini
IT
Attribuzione tradizionale ad Andrea Falconieri; talvolta attribuito ad Alberto Donini · Testo antico, due strofe attestate
Bella porta di rubini
Ch’apri il varco ai dolci accenti,
Se nei risi peregrini
Scopri perle rilucenti,
Tu d’amor dolce aura spiri,
Refrigerio a miei martiri.
Vezzosetta e fresca rosa,
Umidetto e dolce labbro,
Ch’hai la manna rugiadosa
Sul bellissimo cinabro,
Non parlar ma ridi e taci:
Sien gli accenti i nostri baci.