LV 510; IOL 1006; SW IX/140; prima stampa: Patrocinium musices, prima pars, Monaco, 1573
Forma / genere
Motet
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass, Voice
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SCHEDA CURATORIALE
Dettaglio dell’opera
Mottetto sacro di Orlande de Lassus sul Salmo 140 della Vulgata (141 nella numerazione ebraica), catalogato LV 510 e IOL 1006. La composizione è articolata in tre parti, Domine clamavi ad te, Cum hominibus e Dissipata sunt, con la seconda indicata a tre voci.
L’organico complessivo è a cinque voci a cappella. Le fonti tramandano le parti CATBQ: Cantus/Discantus, Altus, Tenor, Bassus e Quintus. Il Quintus è mantenuto come linea distinta; non gli viene assegnato un registro moderno che le fonti consultate non specificano. La dicitura «à 3» della seconda parte è conservata senza attribuire arbitrariamente le tre linee coinvolte.
La prima pubblicazione è attestata nel 1573 nel primo volume del Patrocinium musices. La data di composizione resta sconosciuta: 1532–1594 è solo il range biografico approssimativo dell’autore. È collegata la registrazione di Currende Vocal Ensemble diretta da Erik van Nevel (circa 8:09); non è stato verificato un video YouTube della medesima esecuzione.
1 Signore, ti ho invocato: ascoltami; presta attenzione alla mia voce quando grido a te. 2 La mia preghiera salga come incenso davanti a te, e il levarsi delle mie mani sia il sacrificio della sera. 3 Poni, Signore, una custodia alla mia bocca e una porta di guardia alle mie labbra. 4 Non lasciare che il mio cuore si pieghi a parole malvagie, a cercare scuse nei peccati; con coloro che operano l’iniquità non avrò comunione e non condividerò i loro conviti. 5 Mi corregga il giusto con misericordia e mi rimproveri; l’olio del peccatore non profumi il mio capo. La mia preghiera resta contro le loro malvagità. 6 I loro giudici sono stati inghiottiti, uniti alla roccia; ascolteranno le mie parole, perché sono miti. 7 Come quando la terra è squarciata e smossa, così le nostre ossa sono disperse presso la bocca degli inferi. 8 A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi; in te ho sperato: non abbandonare la mia anima. 9 Proteggimi dal laccio che mi hanno teso e dagli ostacoli degli operatori d’iniquità. 10 I peccatori cadano nella loro rete, mentre io passerò oltre, solo e incolume.
Traduzione italiana redazionale dalla Vulgata. Il testo latino è riportato integralmente come fonte; Lassus seleziona tre sezioni del salmo, indicate separatamente nella scheda.
Testo vocale
Psalmus 140 — testo latino completo della Vulgata
LA
Psalmus David, Psalmus 140 (Vulgata)
1 Domine, clamavi ad te: exaudi me; intende voci meae, cum clamavero ad te. 2 Dirigatur oratio mea sicut incensum in conspectu tuo; elevatio manuum mearum sacrificium vespertinum. 3 Pone, Domine, custodiam ori meo, et ostium circumstantiae labiis meis. 4 Non declines cor meum in verba malitiae, ad excusandas excusationes in peccatis; cum hominibus operantibus iniquitatem, et non communicabo cum electis eorum. 5 Corripiet me justus in misericordia, et increpabit me: oleum autem peccatoris non impinguet caput meum. Quoniam adhuc et oratio mea in beneplacitis eorum: 6 absorpti sunt juncti petrae judices eorum. Audient verba mea, quoniam potuerunt. 7 Sicut crassitudo terrae erupta est super terram, dissipata sunt ossa nostra secus infernum. 8 Quia ad te, Domine, Domine, oculi mei; in te speravi, non auferas animam meam. 9 Custodi me a laqueo quem statuerunt mihi, et a scandalis operantium iniquitatem. 10 Cadent in retiaculo ejus peccatores: singulariter sum ego, donec transeam.
Testo integrale del Salmo 140 nella Vulgata; la composizione articola tre sezioni tratte dal salmo e non va intesa come intonazione integrale di tutti i versetti. Grafia e punteggiatura seguono la fonte testuale di riferimento.