Mottetto celebrativo a otto voci, concepito per due cori misti e tramandato nel Magnum opus musicum pubblicato postumo a Monaco nel 1604. La disposizione delle parti è CCAATBQS: due cantus, due altus, tenor, bassus, quinta vox e sexta vox. Le fonti consultate collocano la composizione intorno al 1565 e la riferiscono a Rodolfo II; il 1604 è l’anno di stampa della raccolta, non la data di composizione.
Ergo rex vivat, vivat per saecula mille, rex tantus. Vivant regi, qui foedere juncti, Austriaci et Boji. Utque diuturnam faxit Deus ille deorum, cui decus immensum constat sine fine dierum.
Viva dunque il re, viva per mille secoli, un re tanto grande. Vivano per il re, uniti dal patto, gli Austriaci e i Boi. E possa il Dio degli dèi concedergli lunga vita: a lui, al quale appartiene una gloria immensa che dura senza fine.
Testo latino trascritto dalla partitura in Orlando di Lasso, Sämtliche Werke, vol. XIX, a cura di Franz Xaver Haberl e Carl Proske, pp. 129–132 (1908). La partitura ripete alcune parole nel contrappunto; qui il testo è riportato senza le ripetizioni musicali. Traduzione italiana redazionale.
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