Dettaglio dell’opera
Felix auspiciis dies secondis (SwWV 192a) è un mottetto nuziale in latino. Il catalogo SwWV lo descrive come contrafactum di Johann Stobäus basato su un motetto nuziale di Sweelinck oggi perduto (SwWV 192): il testo fu sostituito e la versione superstite apparve nella raccolta Melos fausto quondam thalamo, stampata a Danzica nel 1638.
La versione SwWV 192a è a cinque voci e articolata in due parti. Le cinque linee vocali sono registrate separatamente nell’organico; la fonte catalografica consultata non assegna con sicurezza ciascuna parte a un registro SATB, quindi la scheda non attribuisce registri arbitrari. Non risulta documentata una strumentazione obbligatoria né un basso continuo per questo mottetto.
Il testo latino completo non è stato reperito in una fonte consultabile affidabile: non è stato ricostruito o inventato. La registrazione del Gesualdo Consort Amsterdam diretta da Harry van der Kamp dura 4:27 e compare nell’album Sweelinck: Cantiones sacrae (Glossa, 2011).
Non è nota la data di composizione. Il 1638 è la data della stampa del contrafactum; il range 1562–1621 riportato nei campi data è biografico e non pretende di datare la musica.