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Opera musicaleVersione scheda 1.3

Hostis Herodes

Inno per l’Epifania a quattro voci, PH057

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (4)
  • Soprano1 Cantus, soprano
  • Contralto1 Altus, contralto
  • Tenor1 Tenor, tenore
  • Bass1 Bassus, basso

Dati catalografici

Data
Compositore
Tomás Luis de Victoria
Catalogo
PH057; 1581a; 1600b
Forma / genere
Inno sacro
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Hostis Herodes impie (PH057) è un inno a quattro voci per l’Epifania. La partitura comprende cinque strofe e la dossologia conclusiva; le edizioni sono documentate nel 1581a e nel 1600b.

L’organico è un coro misto a cappella CATB: Cantus (soprano), Altus (contralto), Tenor e Bassus (basso), riportati come quattro parti autonome del coro unico. La melodia gregoriana funge da materiale tematico: compare nel Cantus al verso “Ibant Magi” e nel Tenor al verso “Novum genus”; le altre voci la sviluppano con imitazioni.

Il testo è l’inno latino tradizionale per l’Epifania, che collega i Magi, il battesimo nel Giordano e il miracolo di Cana. La composizione non ha una datazione specifica nota; il range 1549–1611 è soltanto biografico.

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Media e testi

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Media

Ensemble Plus Ultra / Michael Noone — Hostis Herodes impieYouTube
Capella de Ministrers / Carles Magraner — Canticum Nativitatis DominiSpotify
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Testi dell’opera

Testo vocale

Hostis Herodes impie — testo completo e traduzione

LA

Inno per l’Epifania

Hostis Herodes impie
Hostis Herodes impie, Christum venire quid times? Non eripit mortalia, qui regna dat caelestia.

Ibant Magi, quam viderant, stellam sequentes praeviam: lumen requirunt lumine, Deum fatentur munere.

Lavacra puri gurgitis caelestis Agnus attigit: peccata, quae non detulit, nos abluendo sustulit.

Novum genus potentiae: aquae rubescunt hydriae, vinumque iussa fundere, mutavit unda originem.

Gloria tibi Domine, qui natus es de Virgine, cum Patre et Sancto Spiritu, in sempiterna saecula. Amen.

Traduzione italiana redazionale
Empio Erode, perché temi la venuta di Cristo? Egli non sottrae i regni mortali, lui che dona quelli celesti.

I Magi andarono seguendo la stella che avevano visto precederli; cercano la luce attraverso la luce e riconoscono Dio con i loro doni.

L’Agnello celeste toccò le acque pure del fiume: lavandoci, cancellò i peccati che non aveva commesso.

Nuova manifestazione della potenza: l’acqua nelle giare diventa rossa; l’onda, chiamata a versare vino, ne mutò la natura.

A te, Signore, gloria: nato dalla Vergine, con il Padre e il Santo Spirito, nei secoli eterni. Amen.

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:25288 Non disponibile Non disponibile

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