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Opera musicaleVersione scheda 1.5

Hostis Herodes impie

Inno per i vespri dell’Epifania a cinque voci (SATTB), a cappella

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (5)
  • Soprano1 Prima parte vocale acuta; organico SATTB attestato.
  • Contralto1 Parte Altus; organico SATTB attestato.
  • Tenor (I)1 Prima parte Tenor; distinta nella partitura a cinque voci.
  • Tenor (II)1 Seconda parte Tenor; distinta nella partitura a cinque voci.
  • Bass1 Parte Bassus; organico SATTB attestato.

Dati catalografici

Data
Compositore
Orlande de Lassus
Catalogo
LV Anh. 51; H. xviii/26; IOL 507; Hymnarium monacense 1580/81
Forma / genere
Inno sacro
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor (I), Tenor (II), Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Inno latino per i vespri dell’Epifania. Le strofe ripercorrono i segni della manifestazione di Cristo: il timore di Erode, i Magi guidati dalla stella, il battesimo nel Giordano e il miracolo di Cana. Il testo è tratto dalla tradizione innodica tardoantica di Caelius Sedulius.

Lassus lo intona a cinque voci miste, SATTB, senza accompagnamento: soprano, contralto, due parti di tenore distinte e basso. La fonte di catalogo lo identifica come LV Anh. 51, H. xviii/26 e IOL 507; è incluso nel repertorio del Hymnarium monacense del 1580/81.

La datazione 1580–81 è documentata dalla scheda bibliografica e non è un intervallo biografico ipotetico. Il testo latino completo è accompagnato da traduzione italiana redazionale. La registrazione collegata è quella dei Die Singphoniker per CPO (2013). Non sono stati inseriti eventi.

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Media e testi

ASCOLTA E GUARDA

Media

Hostis Herodes impie — Die Singphoniker (CPO, 2013), 2:56Spotify
Die Singphoniker — Hostis Herodes impie (CPO, 2013), 2:56YouTube
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Testi dell’opera

Testo vocale

Inno latino per l’Epifania — testo e traduzione italiana

LA

Hostis Herodes impie

I
Hostis Herodes impie,
Christum venire quid times?
Non eripit mortalia,
qui regna dat caelestia.

II
Ibant Magi, quam viderant,
stellam sequentes praeviam:
lumen requirunt lumine,
Deum fatentur munere.

III
Lavacra puri gurgitis
caelestis Agnus attigit:
peccata, quae non detulit,
nos abluendo sustulit.

IV
Novum genus potentiae:
aquae rubescunt hydriae,
vinumque iussa fundere
mutavit unda originem.

V
Iesu, tibi sit gloria,
qui apparuisti gentibus,
cum Patre et almo Spiritu,
in sempiterna saecula. Amen.

I. Erode, empio nemico, perché temi la venuta di Cristo? Egli non strappa i regni terreni, lui che dona quelli celesti.

II. I Magi partirono seguendo la stella che avevano visto: cercano la luce guidati dalla luce e riconoscono Dio attraverso i doni.

III. L’Agnello celeste entrò nelle acque pure del Giordano; lavandoci, tolse i peccati che non aveva commesso.

IV. Si manifesta una nuova potenza: l’acqua nelle giare si fa rossa e, al comando, muta la propria natura per versarsi come vino.

V. A te, Gesù, sia gloria, tu che ti sei manifestato ai popoli, con il Padre e il Santo Spirito, nei secoli eterni. Amen.

Inno latino attribuito a Caelius Sedulius (V secolo), con strofe epifaniche tratte dal poema A solis ortus cardine. Traduzione italiana redazionale. La partitura di Lassus è attestata per cinque voci SATTB, a cappella.

Inno tardoantico attribuito a Caelius Sedulius (V secolo), in pubblico dominio; traduzione italiana redazionale. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:10358 Non disponibile Non disponibile

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