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Opera musicaleVersione scheda 1.3

O meine Seel, warum bist du betrübet (SWV 419)

Trauer-Lied a quattro voci per la morte di Anna Margarethe Voigt · 1652

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (4)
  • Soprano1 Parte di soprano, linea autonoma del coro SATB.
  • Contralto1 Parte di contralto, linea autonoma del coro SATB.
  • Tenor1 Parte di tenore, linea autonoma del coro SATB.
  • Bass1 Parte di basso, linea autonoma del coro SATB.

Dati catalografici

Data
Compositore
Heinrich Schütz
Catalogo
SWV 419 · Trauer-Lied
Forma / genere
Canto funebre
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Canto funebre in tedesco composto nel 1652 da Heinrich Schütz per la morte di Anna Margarethe Voigt, moglie del poeta e bibliotecario di corte Christian Brehme. Brehme scrisse il testo come vedovo; la composizione reca il titolo storico Ein Trauer-Lied von dem Wittwer selbst auffgesetzet. Il libretto Carus data la morte di Anna al 21 settembre 1652. Il poema in tre strofe esprime il dolore della perdita e la speranza di un ricongiungimento ultraterreno.

Organico: coro misto a cappella con quattro linee vocali indipendenti, Soprano, Contralto, Tenore e Basso (SATB). Nessun continuo o strumento è indicato nell’organico originale. La registrazione collegata dura circa 7 minuti e 49 secondi.

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Media e testi

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Media

O meine Seel, warum bist du betrübet, SWV 419 · Georg Poplutz · Dresdner Kammerchor · Hans-Christoph RademannSpotify
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Testi dell’opera

Testo vocale

O meine Seel, warum bist du betrübet

DE

Christian Brehme, testo poetico del vedovo · Testo originale completo · tre strofe

1. O meine Seel, warum bist du betrübet?
Zwar, du hast dessen Ursach allzu viel:
Dein frommer Gott, der dich allzeit geliebet,
hat dir verkehrt dein lang gehofftes Ziel.
Du wolltest Segen,
so wurd es Regen,
der deiner Augen Glas zerrissen,
mit einem scharfen Tränenschmerz zerrissen.

2. Mein lieber Gott, du hast mir ja zerschnitten
den allerbesten, liebsten Herzensteil,
ich bin verletzt recht in der Seelen Mitten
durch deinen Grimm und bittern Todespfeil.
Mir ist zergangen
all mein Verlangen,
das Sehnen unsrer beiden Herzen,
das ungeboren ward getöd’t mit Schmerzen.

3. Kann aber ich dich auch noch wieder kriegen,
mein Schatz? O nein! Zurücke kommst du nicht;
doch werd ich einst zu dir auch dorthin fliegen
und sehen das von rechtem Angesicht,
Was uns im Leben
nicht ward gegeben,
zu schauen, küssen und zu lieben:
wir müssen alles nur dorthin verschieben.

Testo poetico del 1652, in pubblico dominio; trascritto dal libretto Carus. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:22534 Non disponibile Non disponibile

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