Dettaglio dell’opera
Mottetto mariano a quattro voci per la festa dell’Immacolata Concezione. Il testo è tratto dal Cantico dei Cantici e contempla la bellezza della sposa: «Quam pulchri sunt gressus tui, filia principis», il collo simile a una torre d’avorio, gli occhi divini e i capelli come porpora regale; la lode culmina in «Quam pulchra es, et quam decora, carissima» e nell’Alleluia.
L’organico è vocale e a cappella, in quattro parti autonome: Cantus, Altus, Tenor e Bassus (CATB/SATB). La scrittura intreccia le voci sulle immagini poetiche e distende ampi melismi, in particolare sulla parola «eburnea».
La scheda critica della Nueva Edición Victoria lo colloca «In Conceptione Beatae Mariae» e registra Cramer PH003; la prima stampa è nei Motecta del 1572, n. 3. Il catalogo assegna ITV 114. Non è documentato l’anno di composizione: il range 1548–1572 è approssimativo, dalla nascita convenzionale del compositore alla prima pubblicazione nota.