Biografia
Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, marzo 1736) fu un compositore, violinista e organista italiano. In una carriera concentrata in pochi anni contribuì allo sviluppo dell’opera buffa e lasciò una produzione sacra divenuta celebre in tutta Europa.
Trascorse l’infanzia a Jesi, dove studiò violino e ricevette le prime nozioni musicali. Intorno al 1723 si trasferì a Napoli per proseguire la formazione al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo. Studiò il violino con Domenico De Matteis e composizione con Gaetano Greco, Leonardo Vinci e Francesco Durante. Durante gli anni di studio partecipò alle esecuzioni in chiese e palazzi; nel 1729–1730 fu primo violino di un gruppo di strumentisti.
Nel 1731 si fece conoscere con l’oratorio La Fenice sul rogo, eseguito a Napoli per la Congregazione di San Giuseppe, e con il dramma sacro San Guglielmo d’Aquitania. Nel gennaio 1732 debuttò al Teatro San Bartolomeo la sua prima opera seria, La Salustia. Nello stesso anno entrò al servizio del principe Ferdinando Colonna di Stigliano e mise in scena al Teatro dei Fiorentini la commedia musicale Lo frate ’nnamorato. A novembre fu nominato organista soprannumerario della Cappella Reale.
La consacrazione arrivò con La serva padrona del 1733, un intermezzo comico che ebbe ampia diffusione e sarebbe diventato un modello per l’opera buffa. Nel 1734 fu nominato maestro soprannumerario della Cappella Reale; si recò a Roma per le celebrazioni di san Giovanni Nepomuceno e diresse la Messa in fa maggiore a San Lorenzo in Lucina. Tornato a Napoli, compose Adriano in Siria e l’intermezzo Livietta e Tracollo. Nel 1735 scrisse L’Olimpiade per il Teatro Tordinona di Roma e fece rappresentare con successo Il Flaminio al Teatro Nuovo di Napoli.
La tubercolosi lo costrinse a trasferirsi a Pozzuoli, dove la Confraternita di San Luigi di Palazzo gli commissionò lo Stabat Mater. Morì nel marzo 1736 e fu sepolto nella fossa comune della cattedrale cittadina. Le fonti consultate divergono sul giorno: Treccani e il Centro Studi Pergolesi indicano il 17 marzo, mentre il Conservatorio Statale G. B. Pergolesi riporta il 16. La fama postuma, amplificata dalla circolazione internazionale de La serva padrona e dello Stabat Mater, contribuì anche ad attribuirgli opere che non erano sue; le edizioni critiche successive hanno chiarito La documentazione disponibile.
Testo curatoriale originale · CC BY-SA 4.0 · Testo redatto sulla base del Dizionario Biografico Treccani, del Centro Studi Pergolesi dell’Università di Milano e del Conservatorio Statale G. B. Pergolesi.
Fonti consultate dai curatori (3)
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, “Pergolesi, Giovanni Battista” · institutional_record · unspecified
- Conservatorio Statale di Musica G. B. Pergolesi, “G.B. Pergolesi” · institutional_record · unspecified
- Università degli Studi di Milano, Centro Studi Pergolesi, “La vicenda biografica” · institutional_record · unspecified