Biografia
Iannis Xenakis nacque a Brăila, in Romania, in una famiglia greca della diaspora. Le fonti indicano il 29 maggio 1922, ma registrano anche una tradizione documentaria alternativa che propone il 1 maggio 1921. Suo padre Klearchos Xenakis dirigeva un'agenzia commerciale; sua madre Photini Pavlou, pianista e poliglotta, incoraggiò precocemente il suo interesse per la musica. Dopo la morte della madre nel 1927, Xenakis fu educato da governanti francesi, inglesi e tedesche.
Nel 1932 si trasferì in Grecia e studiò presso la scuola Anargyrio-Korgialenio sull'isola di Spetses. Qui approfondì matematica, lingue classiche, letteratura e musica, cantò in coro e conobbe il repertorio polifonico rinascimentale, Wolfgang Amadeus Mozart e la musica liturgica e popolare greca. Nel 1938 si stabilì ad Atene per prepararsi agli studi superiori; seguì lezioni di armonia e contrappunto con Aristotelis Koundourov e nel 1940 entrò al Politecnico nazionale, dove studiò ingegneria e architettura.
La guerra e l'occupazione dell'Grecia interruppero la formazione. Xenakis partecipò alla Resistenza e alle mobilitazioni politiche; durante la guerra civile fu gravemente ferito al volto da una scheggia. Condannato a morte in contumacia, lasciò la Grecia con documenti falsi e arrivò a Parigi l'11 novembre 1947. La sua esperienza della guerra, dell'esilio e della violenza collettiva rimase una componente decisiva della sua immaginazione sonora.
A Parigi completò la formazione d'ingegnere e architetto e nel 1948 entrò nello studio di Le Corbusier. Collaborò ai progetti architettonici dell'atelier, tra cui il convento di La Tourette, e progettò autonomamente il Philips Pavilion per l'Esposizione universale di Bruxelles del 1958. Nello stesso ambiente sviluppò un metodo di lavoro in cui architettura, geometria, distribuzione spaziale e organizzazione del suono si influenzavano reciprocamente.
Parallelamente studiò composizione con Arthur Honegger, Darius Milhaud e Olivier Messiaen. La sua prima grande affermazione fu Metastaseis, composta tra il 1953 e il 1954, nella quale utilizzò glissandi indipendenti e modelli geometrici per trasformare il movimento degli archi in una struttura sonora. Negli anni successivi elaborò la musica stocastica, fondata su modelli probabilistici e distribuzioni statistiche, e la musica simbolica, collegando composizione, teoria degli insiemi, teoria dei giochi e calcolo.
Nel 1953 sposò la scrittrice Françoise Xenakis; dalla loro unione nacque Mâkhi Xenakis. Nel 1965 ottenne la cittadinanza francese. Durante gli anni cinquanta e sessanta le sue opere furono eseguite nei principali centri della nuova musica europea e internazionale. Lavorò con interpreti e direttori quali Hermann Scherchen e Pierre Boulez, pur mantenendo una posizione autonoma rispetto alle correnti seriali dominanti.
Nel 1966 fondò a Parigi l'Équipe de Mathématique et Automatique Musicales, divenuta CEMAMu nel 1972. Il centro fu dedicato alla ricerca sulla composizione assistita dal calcolatore e allo sviluppo del sistema grafico-sonoro UPIC, che consentiva di trasformare disegni e configurazioni grafiche in strutture musicali. Questa attività contribuì alla storia della musica elettronica e della computer music e rese possibile una nuova relazione tra gesto visivo, forma matematica e risultato acustico.
Tra il 1967 e il 1972 insegnò alla Indiana University di Bloomington, dove sviluppò un laboratorio affine a quello parigino. Dal 1973 al 1989 fu professore ospite alla Sorbonne. Tra il 1975 e il 1978 tenne conferenze pubbliche di composizione al Gresham College di Londra. In questi anni pubblicò e ampliò le sue riflessioni teoriche, confluite soprattutto in Formalized Music: Thought and Mathematics in Composition.
La produzione degli anni sessanta e settanta comprende opere orchestrali e da camera, musica elettronica, lavori per percussioni e grandi progetti multimediali. In Terretektorh del 1966 e in numerose opere successive dispose gli esecutori nello spazio, trasformando la sala da concerto in una componente della composizione. I polytopes, realizzati in luoghi come Montreal, Persepolis e Mycènes, unirono suono, luce, architettura e movimento del pubblico. Opere come Psappha, Pléïades, La Légende d'Eer, Nuits, Oresteïa, Nomos Alpha e Jalons mostrano la pluralità delle sue tecniche e dei suoi organici.
Negli anni ottanta e novanta Xenakis continuò a comporre, a insegnare e a partecipare a festival e istituzioni internazionali. La sua musica fu eseguita in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Iran, anche nell'ambito dello Shiraz Arts Festival. La ricerca sull'UPIC e sulla sintesi sonora proseguì accanto alla produzione strumentale. Nel 1997 completò O-mega, per percussionista solista e orchestra da camera, che rimase la sua ultima composizione.
Nel 1999 ricevette il Polar Music Prize. Dopo una lunga malattia morì nella sua abitazione di Parigi il 4 febbraio 2001. Fu cremato poco dopo la morte e le sue ceneri furono consegnate alla famiglia. La sua eredità comprende un documentazione disponibile che ha ridefinito il rapporto tra composizione e matematica, tra musica e architettura, tra esecuzione e spazio, e tra gesto grafico e suono elettronico.
Testo curatoriale originale · CC BY-SA · Testo redatto sulla base delle fonti citate.
Fonti consultate dai curatori (4)
- Iannis Xenakis · encyclopedia · CC BY-SA
- Biographie – Iannis Xenakis · website · copyright
- Biographical Elements · Constellation Iannis Xenakis · institutional_record · copyright
- Biographie - Iannis Xenakis · institutional_record · copyright