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Opera musicaleVersione scheda 1.3

10.O sweet woods

N. 10 del Second Booke of Songs or Ayres (1600), versione a quattro parti e liuto

ORGANICO

Orchestra e coro

Elenco strumenti (5)
  • Soprano1 Parte Cantus/soprano autonoma.
  • Contralto1 Parte Altus/contralto autonoma.
  • Tenor1 Parte tenor autonoma.
  • Bass1 Parte bassus autonoma.
  • Lute1 Tavola per liuto della raccolta.

Dati catalografici

Data
Compositore
John Dowland
Catalogo
woods
Forma / genere
Vocal
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass, Lute
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Ayre n. 10 del Second Booke of Songs or Ayres, pubblicato a Londra nel 1600. Il testo poetico è attribuito a Sir Philip Sidney: il narratore cerca solitudine nei boschi dopo le delusioni amorose; il ritornello ritorna dopo ciascuna strofa e la conclusione nomina Wanstead. La fonte del brano documenta una versione a quattro parti vocali; lo spartito qui descritto separa Cantus/soprano, Altus/contralto, Tenor e Bassus, con liuto. La raccolta prevede anche altre combinazioni vocali e strumentali, quindi questo organico descrive la versione a quattro parti documentata, non tutte le possibilità esecutive. L’anno esatto di composizione non è attestato: il range 1563–1600 è un limite biografico convenzionale (nascita circa 1563) e la prima pubblicazione, non una datazione puntuale.

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Media e testi

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Media

Paul Beier, Michael Chance — O Sweet Woods (circa 7:08)Spotify
Angela Hicks e Penelope Appleyard, soprani; Sam Brown, liuto — esecuzione dal vivoYouTube
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Testi dell’opera

Testo poetico

O sweet woods

EN

Sir Philip Sidney · Testo integrale con ritornelli, secondo Oxford Song

O sweet woods! The delight of solitariness!
O how much do I love your solitariness!

From Fame’s desire, from Love’s delight retired,
In these sad groves an hermit’s life I lead:
And those false pleasures, which I once admired,
With sad remembrance of my fall, I dread.
To birds, to trees, to earth, impart I this;
For she less secret, and as senseless is.
O sweet woods! The delight of solitariness!
O how much do I love your solitariness!

Experience which repentance only brings,
Doth bid me, now, my heart from Love estrange!
Love is disdained when it doth look at Kings;
And Love low placèd base and apt to change.
There Power doth take from him his liberty,
Here Want of Worth makes him in cradle die.
O sweet woods! The delight of solitariness!
O how much do I love your solitariness!

You men that give false worship unto Love,
And seek that which you never shall obtain;
The endless work of Sisyphus you prove,
Whose end is this, to know you strive in vain.
Hope and Desire, which now your idols be,
You needs must lose, and feel Despair with me.
O sweet woods! The delight of solitariness!
O how much do I love your solitariness!

You woods, in you the fairest Nymphs have walked:
Nymphs at whose sights all hearts did yield to love.
You woods, in whom dear lovers oft have talked,
How do you now a place of mourning prove?
Wanstead! my Mistress saith this is the doom.
Thou art love’s child-bed, nursery, and tomb.
O sweet woods! The delight of solitariness!
O how much do I love your solitariness!

Poesia elisabettiana di Sir Philip Sidney, in pubblico dominio; trascritta dalla fonte indicata. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:12720 Non disponibile Non disponibile

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