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Opera musicaleVersione scheda 1.3

13.If that a sinner's sighs

n. 13 di A Pilgrimes Solace (1612), per voce solista e liuto

ORGANICO

Complesso da camera

Elenco strumenti (2)
  • Voice (Solo)1 Linea vocale solista, notata in chiave di Sol nella partitura.
  • Lute1 Parte di liuto, in tablatura nella fonte musicale.

Dati catalografici

Data
Compositore
John Dowland
Catalogo
Song XIII
Forma / genere
Vocal
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Voice (Solo), Lute
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Canzone spirituale n. 13 di A Pilgrimes Solace, raccolta pubblicata da John Dowland nel 1612. La partitura consultata presenta una linea vocale solista accompagnata dal liuto, la cui parte è notata in tablatura; non si tratta di un organico corale. Il testo anonimo riflette sul pentimento attraverso il pianto di Pietro, l’umiltà di Davide e la supplica del peccatore. La trascrizione conserva tre strofe del componimento; nella partitura la prima strofa è seguita dalla ripresa della sua conclusione. Non è documentato un anno preciso di composizione: 1563–1612 è un intervallo convenzionale tra la nascita approssimativa di Dowland e la prima pubblicazione della raccolta.

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Media e testi

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Media

Consort of Musicke, Anthony Rooley — A Pilgrim’s Solace n. 13 (3:16)Spotify
Consort of Musicke — If that a sinner’s sighs (audio)YouTube
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Testi dell’opera

Testo vocale

If that a sinner’s sighes

EN

Testo anonimo · Testo inglese, tre strofe

If that a sinner’s sighes bee Angels food,
Or that repentant teares bee Angels wine,
Accept, O Lord, in this most pensive moode,
These hearty sighes and doleful plaints of mine:
That went with Peter forth most sinfully,
But not as Peter did, weep, weep bitterly.

If I had David’s crowne to me betide,
Or all his purple robes that he did weare,
I would lay then such honour all aside,
And onely seeke a sackcloth weed to beare;
His pallace would I leave, that I might show
And mourne in cell for such offence, my woe.

There should these hands beat on my pensive brest,
And sad to death, for sorrow rend my haire;
My voice to call on thee should never rest,
Whose grace I seeke, whose judgement I doe feare:
Upon the ground, all grovelling on my face,
I would beseech thy favour and good grace.

Testo inglese del XVII secolo; trascritto sulla base della partitura di A Pilgrimes Solace (1612). Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:12874 Non disponibile Non disponibile

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Fonti, licenze e metodo editoriale