Dettaglio dell’opera
Ayre n. 18 del Third and Last Booke of Songs or Aires, pubblicato nel 1603. La trascrizione della partitura riporta quattro parti vocali e liuto. Il testo costruisce una metafora cortigiana: un’ape espone al re dell’alveare la propria sorte e riceve la risposta conclusiva che deve servire il tempo, non esserne servita. Le parole sono tradizionalmente attribuite a Robert Devereux, conte di Essex; le fonti storiche registrano l’attribuzione come non certa. Non è documentato l’anno di composizione: 1563–1626 indica la vita di John Dowland.