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Opera musicaleVersione scheda 1.3

19.Awake, sweet love

Ayre n. 19 del First Booke of Songes or Ayres (1597), per quattro voci e liuto

ORGANICO

Orchestra e coro

Elenco strumenti (5)
  • Soprano1 Parte cantus/soprano autonoma della versione a quattro voci.
  • Contralto1 Parte altus/contralto autonoma della versione a quattro voci.
  • Tenor1 Parte tenor autonoma della versione a quattro voci.
  • Bass1 Parte bassus/basso autonoma della versione a quattro voci.
  • Lute1 Parte strumentale di liuto distinta dalle quattro linee vocali.

Dati catalografici

Data
Compositore
John Dowland
Catalogo
Non disponibile
Forma / genere
Vocal
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass, Lute
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Ayre n. 19 del First Booke of Songes or Ayres di John Dowland, pubblicato a Londra nel 1597. La fonte musicale attesta la versione a quattro parti vocali (soprano/cantus, contralto/altus, tenore/tenor e basso/bassus) con liuto; alcune esecuzioni presentano il brano come lute song per voce solista e liuto. Il testo inglese, di autore anonimo, comprende due strofe articolate in sezioni brevi: l’io lirico si rivolge all’amore tornato dopo un’assenza e spera che le sofferenze passate rendano più dolce la felicità presente. Non è documentato un anno preciso di composizione: il range 1563–1597 indica soltanto l’arco biografico convenzionale di Dowland fino alla prima pubblicazione nota del brano, non una datazione puntuale.

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Media e testi

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Media

The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley — Awake, sweet love (2:43)Spotify
Emma Kirkby, soprano; Anthony Rooley, liuto — Awake, sweet loveYouTube
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Testi dell’opera

Testo poetico

Awake, sweet love, thou art return’d

EN

Anonimo · Testo completo in due strofe, grafia della fonte

1. Awake, sweet love, thou art return'd:
My heart, which long in absence mourn'd,
Lives now in perfect joy.
Let love, which never absent dies,
Now live for ever in her eyes,
Whence came my first annoy.
Only herself hath seemed fair:
She only I could love,
She only drave me to despair,
When she unkind did prove.
Despair did she make me wish to die;
That I my joys might end:
She only, which did make me fly,
My state may now amend.

2. If she esteem thee now aught worth,
She will not grieve thy love henceforth,
Which so despair hath prov'd.
Despair hath proved now in me,
That love will not unconstant be,
Though long in vain I lov'd.
If she at last reward thy love,
And all thy harms repair,
Thy happiness will sweeter prove,
Rais'd up from deep despair.
And if that now thou welcome be,
When thou with her dost meet,
She all this while but play'd with thee,
To make thy joys more sweet.

Testo poetico elisabettiano in pubblico dominio; trascrizione storica secondo la fonte CPDL. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:12852 Non disponibile Non disponibile

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