CORDA DB
Opera musicaleVersione scheda 1.3

2.Sweet stay awhile

N. 2 da A Pilgrimes Solace (1612)

ORGANICO

Complesso da camera

Elenco strumenti (2)
  • Soprano (Solo)1 Linea vocale solistica; voce acuta/tenore secondo la trasposizione.
  • Lute1 Liuto: accompagnamento in intavolatura nella fonte del 1612.

Dati catalografici

Data
Compositore
John Dowland
Catalogo
Non disponibile
Forma / genere
Vocal
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano (Solo), Lute
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Canzone n. 2 di A Pilgrimes Solace, raccolta di John Dowland pubblicata nel 1612. Il testo, in due strofe, si rivolge all’amata chiedendole di restare; la prima strofa del poema è attestata anche in un testo di John Donne, perciò qui l’attribuzione è riportata come tradizionale e non certa. La fonte musicale presenta una linea vocale con accompagnamento di liuto. Non è documentato un anno preciso di composizione: il range 1563–1626 è una stima editoriale ampia basata sugli estremi biografici di Dowland; il 1612 è l’anno attestato della raccolta che contiene la prima pubblicazione.

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Media e testi

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Media

Sweet stay awhile — Yasunori Imamura, Andrew Dalton (4:12)Spotify
Sweet stay awhile — Schola Cantorum BasiliensisYouTube
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Testi dell’opera

Testo vocale

Sweet, stay awhile; why will you rise?

EN

Testo attribuito a John Donne; attribuzione non certa

Sweet, stay awhile; why will you rise?
The light you see comes from your eyes;
The day breaks not, it is my heart,
To think that you and I must part.
O stay! or else my joys must die
And perish in their infancy.

Dear, let me die in this fair breast,
Far sweeter than the phoenix nest.
Love raise Desire by his sweet charms
Within this circle of thine arms!
And let thy blissful kisses cherish
Mine infant joys that else must perish.

Testo del primo Seicento, pubblicato in A Pilgrimes Solace (1612); trascrizione da Project Gutenberg. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:12772 Non disponibile Non disponibile

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Fonti, licenze e metodo editoriale