Dettaglio dell’opera
Motetto sacro a sei voci, n. 17 della raccolta napoletana del 1603. Il frontespizio della stampa chiama il volume Sacrarum Cantionum Liber Primus; la bibliografia lo distingue comunemente come Liber Secundus perché esiste un distinto libro a cinque voci con lo stesso titolo. Il riferimento di catalogo è W. 9/77, S2.17.
Il testo latino è tratto dal Salmo 24 della Vulgata. La fonte musicale conserva le parti Cantus, Altus, Tenor e Quintus; Bassus e Sextus sono perduti. James Wood ne ha ricostruito le parti per la moderna esecuzione. Per Quintus e Sextus non si assegna una tessitura non attestata.
Non è documentata una data precisa di composizione. Il periodo 1566–1613 segue le date biografiche di Gesualdo; la raccolta a stampa del 1603 costituisce la prima attestazione qui documentata, non una data di composizione.