Dettaglio dell’opera
Motetto sacro a sei voci del volume napoletano del 1603, n. 10 della raccolta a sei voci comunemente chiamata Sacrae Cantiones, Liber Secundus. Il frontespizio originale intitola anche questo volume Liber Primus, distinguendolo per organico dal libro a cinque voci.
Il testo liturgico invita all’adorazione di Cristo e ricorda la redenzione attraverso la croce e la passione. La fonte registra le sei parti S, A, 5, 6, T e B; nel testimone le parti Bassus e Sextus sono perdute e sono state ricostruite da James Wood per la moderna esecuzione. La tessitura di Quintus e Sextus non viene specificata oltre il nome della parte.
Non è documentata una data precisa di composizione. Il periodo 1566–1613 segue le date biografiche di Gesualdo; la raccolta del 1603 è la prima attestazione qui documentata, non una data di composizione.