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Opera musicaleVersione scheda 1.3

All'ombra degl'allori

Canzonetta a cinque voci; Ottavo Libro di Pomponio Nenna, n. 18 (Roma, 1618)

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (4)
  • Soprano1 Canto; parte vocale acuta
  • Contralto1 Alto; parte vocale di contralto
  • Tenor1 Tenore; parte vocale tenorile
  • Bass1 Basso; parte vocale grave

Dati catalografici

Data
Compositore
Carlo Gesualdo
Catalogo
W.A. 10/32; C1
Forma / genere
Canzonetta rinascimentale a cinque voci
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto, Tenor, Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Canzonetta profana in cinque parti, attribuita a Carlo Gesualdo. La prima attestazione nota è nella raccolta L’ottavo libro de madrigali a cinque di Pomponio Nenna, stampata a Roma da Giovanni Battista Robletti nel 1618, dove il brano compare al n. 18. Il catalogo Weismann–Watkins la identifica come W.A. 10/32 (C1).

La fonte a stampa e il catalogo del brano distinguono cinque parti: Canto, Quinto, Alto, Tenore e Basso. Il Quinto viene mantenuto come sezione autonoma; le fonti consultate non ne specificano qui una tessitura stabile. Il testo poetico è anonimo e descrive la Licori sotto gli allori, alternando l’immagine del sole e della pioggia alle parole del narratore.

Non è documentata una data precisa di composizione. L’intervallo 1566–1613 riprende gli estremi biografici di Gesualdo e non data l’opera; il 1618 è la data della stampa postuma che ne attesta l’attribuzione.

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Media e testi

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Media

All’ombra degl’allori, W. 10/32 — La Compagnia del Madrigale - TopicYouTube
All’ombra degl’allori — Carlo Gesualdo, Robert Craft e interpretiSpotify
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Testi dell’opera

Testo vocale

All’ombra degli allori

IT

Poesia anonima · Testo cantato; booklet Naxos 8.572136

All’ombra degli allori
viddi mesta seder la mia Licori.
Quand’io gridai: “Non suole
seder all’ombr’il sole”.
Io la rividdi poi
pianto amaro versar dagl’occhi suoi.
Quand’io gridai: “Non suole
pioggia cader dal sole”.
All’hor gli fiso il volto
tutto nel vagheggiar l’occhio raccolto.
Quand’io gridai: “Non suole
fiso mirarsi il sole”.
All’hor nel dolce aspetto
sentomi freddo il cor gelarsi il petto.
Quand’io gridai: “Non suole
alcun gelarsi al sole”.

Poesia anonima seicentesca, trascritta dal booklet Naxos; non è riprodotta la traduzione inglese. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:1415 Non disponibile Non disponibile

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