Dettaglio dell’opera
Madrigale profano a cinque voci, al n. 16 del quinto libro di Gesualdo, attestato nella stampa napoletana del 1611 (RISM A/I G-1739). Il testo, attribuito dalle fonti a Ridolfo Arlotti, invita l’amata a coprirsi il seno, ma subito ritrae la richiesta: lo sguardo alimenta insieme dolcezza, vita e morte. Non è documentata una data precisa di composizione; 1566–1611 è un intervallo biografico ampio, che termina con la prima attestazione a stampa e non va inteso come datazione certa.