Dettaglio dell’opera
Madrigale profano a cinque voci, prima parte del dittico formato da Ecco, morirò dunque e Ahi, già mi discoloro. La scheda di Gesualdo Online lo colloca alla posizione 12a del Quarto Libro; il catalogo tematico lo identifica come M4.16 e Vogel 1170. La stampa del 1596 riunisce entrambe le parti sotto il madrigale n. 12.
Il testo, di autore anonimo, trasforma lo sguardo dell’amata in causa della morte dell’io poetico. La seconda parte, Ahi, già mi discoloro, prosegue il lamento: è catalogata anche come voce autonoma e ha una propria scheda nel catalogo.
La partitura digitale conserva cinque parti distinte, nell’ordine Canto, Quinto, Alto, Tenore e Basso. Il Quinto resta una sezione autonoma: le fonti consultate non ne determinano con certezza una tessitura moderna.
Luogo e data di composizione non sono documentati. L’intervallo 1566–1613 segue gli estremi biografici di Carlo Gesualdo e indica soltanto un periodo convenzionale, non una datazione dell’opera. La prima attestazione qui documentata è la stampa ferrarese del 1596.