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Opera musicaleVersione scheda 1.3

From silent night, true register of moanes

Canzone per voce, due viole e liuto

ORGANICO

Orchestra e coro

Elenco strumenti (4)
  • Voice (Solo)1 Voce solista; linea vocale autonoma.
  • Treble viol1 Viola da gamba soprano obbligata.
  • Bass viol1 Viola da gamba basso obbligata.
  • Lute1 Parte di liuto in intavolatura.

Dati catalografici

Data
Compositore
John Dowland
Catalogo
A Pilgrimes Solace (1612), n. 10
Forma / genere
Vocal
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Voice (Solo), Treble viol, Bass viol, Lute
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

From silent night, true register of moanes è la decima canzone di A Pilgrimes Solace, raccolta pubblicata da John Dowland a Londra nel 1612. L’organico originale è particolare: voce solista, viola da gamba soprano e viola da gamba basso obbligate, con liuto. Le due viole non raddoppiano semplicemente la voce: intrecciano linee strumentali autonome attorno al canto. La poesia è dedicata nel libro a John Forster il giovane, mercante di Dublino, e riprende strofe da The Passion of a Discontented Mind. Il testo è tradizionalmente attribuito a Robert Devereux, II conte di Essex, ma la paternità è discussa. Il 1612 documenta la pubblicazione della raccolta, non la data di composizione della canzone. Non essendo nota una data compositiva indipendente, l’intervallo 1563–1626 riportato qui corrisponde soltanto alla vita di Dowland e non alla datazione dell’opera.

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Media e testi

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Donna Stewart e Mignarda — From silent nightSpotify
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Testi dell’opera

Testo poetico

From silent night, true register of moanes

EN

Attribuito a Robert Devereux, II conte di Essex; paternità discussa · Testo inglese della canzone

From silent night, true register of moanes,
From saddest Soule consumde with deepest sinnes,
From hart quite rent with sighes and heavie groanes,
My wayling Muse her wofull worke beginnes.
And to the world brings tunes of sad despaire,
Sounding nought else but sorrow, griefe and care.

If any eye therefore can spare a teare
To fill the well-spring that must wet my cheekes,
O let that eye to this sad feast draw neere,
Refuse me not my humble soule beseekes:
For all the teares mine eyes have ever wept
Were now too little had they all beene kept.

Versi seicenteschi in pubblico dominio; trascrizione della lezione testuale della canzone. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:12683 Non disponibile Non disponibile
Open Opus work:12801 Non disponibile Non disponibile

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