Dettaglio dell’opera
Mottetto sacro a cinque voci di Carlo Gesualdo, incluso nel Sacrarum Cantionum liber primus, raccolta pubblicata a Napoli da Costantino Vitale nel 1603. Il catalogo RicercarDataLab identifica la composizione come mottetto e la collega alla fonte RISM A/I G-1718; nella numerazione moderna dell’edizione è W. 8/30, sedicesimo brano della raccolta.
La partitura presenta cinque parti distinte nell’ordine Cantus, Altus, Tenor, Quintus e Bassus: Canto, Alto, Tenore, Quinto e Basso. Il Quinto è mantenuto come parte autonoma, senza attribuirgli una tessitura moderna non specificata dalla fonte. Il testo latino è una supplica in prima persona: chi riconosce di aver peccato chiede a Dio misericordia nel giorno finale.
Non è documentata una data di composizione. L’intervallo 1566–1613 indica soltanto gli estremi biografici convenzionali di Gesualdo e non data la composizione; la prima attestazione verificabile è la stampa napoletana del 1603.