Dettaglio dell’opera
Offertorio latino per soprano, contralto, due tenori e basso, senza accompagnamento. Le cinque linee vocali sono distinte in partitura; i due tenori sono registrati come parti separate.
Il testo, tratto dal Salmo 18 della Vulgata (Salmo 19 nella numerazione ebraica), loda le prescrizioni del Signore come rette, capaci di allietare il cuore e più dolci del miele. La raccolta Offertoria totius anni associa il brano alla terza domenica di Quaresima; la stampa romana del 1593 è la prima edizione nota.
La scheda identifica il numero 21 della raccolta (IGP 402; PdPWV Mot215). Esiste anche un secondo offertorio omonimo, il numero 40, con organico differente: è un’opera distinta e non va accorpata a questa. La data di composizione non è nota; il range 1525–1594 usa le date convenzionali della vita di Palestrina come proxy editoriale e non indica una datazione specifica.