Dettaglio dell’opera
Madrigale profano di Carlo Gesualdo, composto in due parti per sei voci e incluso nel Quarto libro de’ madrigali, stampato da Vittorio Baldini nel 1596. La prima parte è «Il sol, qualor più splende»; la seconda, «Volgi mia luce». Gesualdo Online / RicercarDataLab le tratta come parti della stessa composizione e ne rende disponibile la partitura. La raccolta è censita come RISM A/I G-1735; il catalogo Weismann assegna W. 4/69 alla prima parte e W. 4/70 alla seconda.
La partitura riporta sei parti nell’ordine Canto, Alto, Quinto, Sesto, Tenore, Basso (C, A, Q, S, T, B). Quinto e Sesto sono due linee vocali autonome: poiché la fonte non specifica per esse una tessitura moderna, sono indicate separatamente senza trasformarle in soprani o contralti. Il testo è anonimo. La prima parte paragona il sole splendente a una fiaccola scura e languida, incapace di mostrare la bellezza della persona amata; la seconda la invita a rivolgere lo sguardo verso il cuore dell’amante.
La data di composizione non è documentata. L’intervallo 1566–1613 indica esclusivamente gli estremi biografici convenzionali di Gesualdo e non data il madrigale; la prima attestazione verificabile è la stampa del 1596.