Dettaglio dell’opera
Motetto sacro a cinque voci di Carlo Gesualdo, catalogato come W. 8/60 e incluso al numero 18 nel Sacrarum cantionum quinque vocibus liber primus. La raccolta fu pubblicata a Napoli nel 1603 da Giovanni Pietro Cappuccio per il libraio Costantino Vitale; il catalogo RISM la identifica con la segnatura G-1718.
Il testo latino riprende il Salmo 30 (31), versetti 17–18 nella numerazione della Vulgata. Gesualdo Online classifica il testo come Communio e Offertorium. La partitura presenta cinque linee vocali nell’ordine Cantus, Altus, Tenor, Quintus e Bassus. Quintus è una parte autonoma: la fonte non ne indica una tessitura moderna specifica, perciò è mantenuta separata senza assegnarle arbitrariamente una voce. La fonte non documenta strumenti accompagnatori.
La data di composizione non è attestata. L’intervallo 1566–1613 è riferito esclusivamente agli estremi biografici convenzionali di Gesualdo e non va letto come datazione dell’opera; la prima attestazione bibliografica certa qui documentata è la stampa del 1603.