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Opera musicaleVersione scheda 1.3

Illumina nos misericordiarum, W. 9/89

Motetto sacro a sette voci di Carlo Gesualdo, catalogato come W. 9/89 e collocato al n. 20, ultimo posto del Sacrarum cantionum liber secundus. Il libro fu pubblicato a Napoli nel 1603 da Giovanni Pietro Cappuccio per il libraio Costantino Vitale ed è identificato...

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (7)
  • Soprano1 Cantus (parte conservata; C1, soprano)
  • Tenor (I)1 Sextus (parte perduta nel libro originale; ricostruzione di James Wood, C3, secondo tenore alto)
  • Contralto1 Altus (parte conservata; C3, tessitura storica di tenore alto)
  • Tenor (II)1 Tenor (parte conservata; C4)
  • Tenor (III)1 Quintus (parte conservata; C4, tessitura tenorile nella ricostruzione di James Wood)
  • Baritone1 Septima pars (parte conservata; F3, baritono secondo la ricostruzione di James Wood)
  • Bass1 Bassus (parte perduta nel libro originale; ricostruzione di James Wood, F4)

Dati catalografici

Data
Compositore
Carlo Gesualdo
Catalogo
W. 9/89
Forma / genere
Motet
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Tenor (I), Contralto, Tenor (II), Tenor (III), Baritone, Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Motetto sacro a sette voci di Carlo Gesualdo, catalogato come W. 9/89 e collocato al n. 20, ultimo posto del Sacrarum cantionum liber secundus. Il libro fu pubblicato a Napoli nel 1603 da Giovanni Pietro Cappuccio per il libraio Costantino Vitale ed è identificato da RISM A/I G-1719. Il frontespizio dichiara che nel volume una composizione è a sette voci e le altre a sei: «Illumina nos» è la composizione a sette parti.

La partitura originale è perduta per due parti: Sextus e Bassus. La partitura digitale di Gesualdo Online le segnala tra parentesi; le altre cinque linee sono Cantus, Altus, Tenor, Quintus e Septima pars. La ricostruzione stilistica di James Wood integra Sextus e Bassus: nella sua analisi Sextus è un secondo tenore alto (clef C3), mentre Septima pars usa la clef F3, associata al baritono. La registrazione Vocalconsort Berlin diretta da Wood documenta questa ricostruzione. Le sette linee appartengono a un solo complesso vocale; la fonte non indica strumenti accompagnatori.

Il testo latino comincia «Illumina nos, misericordiarum Deus» e invoca la grazia settemplice del Paraclito. Gesualdo Online lo trascrive integralmente e attribuisce il componimento a Gesualdo; la scheda specifica non assegna un autore al testo, mentre la pagina del libro elenca Tommaso d’Aquino tra i poeti della raccolta. L’attribuzione del testo a Tommaso d’Aquino non è quindi assunta come certa.

La data di composizione non è documentata. L’intervallo 1566–1613 indica esclusivamente gli estremi biografici convenzionali di Gesualdo, non la data dell’opera; la prima attestazione bibliografica qui documentata è la stampa del 1603.

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Media e testi

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Media

Vocalconsort Berlin / James Wood — ricostruzione di James Wood, Harmonia Mundi 2013YouTube
Vocalconsort Berlin / James Wood — ricostruzione di James Wood, HMC 902123Spotify
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Testi dell’opera

Testo vocale

Illumina nos, misericordiarum Deus

LA

Autore del testo non indicato nella scheda specifica; Tommaso d’Aquino compare come poeta nella scheda della raccolta, senza attribuzione esplicita a questo motetto. · Testo della partitura

Illumina nos, misericordiarum Deus, septiformi Paracliti gratia, ut, per eam a delictorum tenebris liberati, vitae gloria perfruamur.

Testo latino tradizionale in dominio pubblico, trascritto secondo la fonte catalografica e la partitura di Gesualdo Online. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
Open Opus work:1384 Non disponibile Non disponibile

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Fonti, licenze e metodo editoriale