Testo inglese, quattro strofe
In fields abroad, where trumpets shrill do sound,
Where glaives and shields do give and take the knocks,
Where bodies dead do overspread the ground,
And friends to foes are common butchers’ blocks;
A gallant shot, well managing his piece,
In my conceit, deserves a golden fleece.
Amid the seas, a gallant ship set out,
Wherein nor men nor yet munition lacks;
In greatest winds, that spareth not a clout,
But cuts the waves in spite of weather’s wracks;
Would force a swain that comes of coward’s kind,
To change himself and be of noble mind.
Who makes his seat a stately stamping steed,
Whose neighs and plays are princely to behold;
Whose courage stout, whose eyes are fiery red,
Whose joints well knit, whose harness all of gold;
Doth well deserve to be no meaner thing
Than Persian knight, whose horse made him a king.
By that bedside where sits a gallant Dame,
Who casteth off her brave and rich attire;
Whose petticoat sets forth as fair a frame
As mortal men or gods can well desire;
Who sits and sees her petticoat unlaced:
I say no more, the rest are all disgraced.
Traduzione italiana redazionale
Nei campi lontani, dove squillano acute le trombe,
dove lame e scudi si scambiano colpi,
dove i corpi morti ricoprono il terreno
e amici e nemici diventano comuni ceppi di macellai,
un valoroso soldato che maneggia bene l’archibugio,
a mio giudizio, merita il Toson d’oro.
In mare aperto, una bella nave salpa,
senza mancare di uomini né di munizioni;
nei venti più forti, che non risparmiano colpi,
fende le onde nonostante le furie del maltempo:
farebbe persino mutare d’animo
un codardo, rendendolo nobile.
Chi siede su un destriero fiero e scalpitante,
dalle nitrite e dai giochi regali;
con coraggio saldo e occhi rosso fuoco,
membra ben formate e finimenti dorati,
merita davvero di diventare
un cavaliere persiano, reso re dal suo cavallo.
Accanto al letto siede una bella dama,
che si toglie gli abiti ricchi e raffinati;
la sottogonna rivela una figura
che uomini e dèi potrebbero desiderare.
Lei guarda la sottogonna slacciata:
non aggiungo altro; il resto sfigura.
Testo inglese trascritto da una raccolta storica e confrontato con l’edizione digitalizzata della partitura. La stampa del 1588 presenta quattro strofe; alcune esecuzioni moderne ne cantano solo la prima e la quarta. Traduzione italiana redazionale.