Biografia
William Byrd (circa 1540–1543 – Stondon Massey, 4 luglio 1623) fu un compositore e organista inglese, tra le figure centrali della musica del tardo Rinascimento. Le fonti non concordano sul suo anno di nascita: la documentazione superstite ha portato a collocarlo tra il 1539 e il 1543; anche Londra, talvolta indicata come luogo natale, resta un’ipotesi. La prima certezza biografica è la nomina a Lincoln nel 1563.
È probabile che Byrd abbia ricevuto una formazione corale e musicale nella Chapel Royal sotto Thomas Tallis, ma i dettagli degli anni giovanili non sono documentati. Il 25 marzo 1563 fu nominato organista e maestro dei coristi della cattedrale di Lincoln, incarico che mantenne per quasi un decennio. Sposò Juliana Birley a Lincoln nel 1568. Nel 1569 il capitolo della cattedrale lo citò per questioni disciplinari e sospese temporaneamente il suo stipendio. Le fonti collocano il suo ingresso nella Chapel Royal tra il 1569 e il 1572; nel 1572 lasciò Lincoln e si stabilì a Londra come Gentleman della cappella reale.
Nel 1575 Elisabetta I concesse a Byrd e Tallis un privilegio esclusivo ventunennale per la stampa di musica e carta pentagrammata. Nello stesso anno i due pubblicarono insieme le Cantiones, quae ab argumento sacrae vocantur, una raccolta di mottetti latini dedicata alla regina. Dopo la morte di Tallis, nel 1585, Byrd continuò l’attività editoriale con Thomas East: uscirono raccolte di canzoni inglesi nel 1588 e 1589 e volumi di mottetti latini nel 1589 e 1591. Nella prima metà degli anni Novanta raccolse anche musica per tastiera nel manoscritto oggi noto come My Lady Nevells Book.
Byrd e la sua famiglia erano cattolici in un’Inghilterra che imponeva l’adesione alla Chiesa stabilita. La moglie Juliana fu citata per recusancy nel 1577; Byrd compare nelle liste ufficiali di sospetti nel 1581, fu citato personalmente nel 1585 e nel 1587 dovette fornire un riconoscimento di 200 sterline. Questi atti attestano pressioni e procedimenti, ma non dimostrano che fosse imprigionato. Dal 1578 ebbe una casa a Harlington, nel Middlesex; nel 1589–90 trascorse le festività natalizie presso la famiglia Petre a Ingatestone. Intorno al 1593 si trasferì a Stondon Massey, nell’Essex, dove visse fino alla morte e compose musica per i patroni cattolici della famiglia Petre.
La Corona gli concesse nel 1595 un lease di Stondon Place. Il possesso fu contestato dalla vedova Shelley e la controversia patrimoniale proseguì negli anni successivi. Nel 1598 il tribunale ecclesiastico dell’Essex lo scomunicò; nel 1605 fu nuovamente presentato davanti al tribunale arcidiaconale per pratiche cattoliche. Continuò nondimeno a servire nella Chapel Royal e prese parte alle cerimonie di corte, compresa la coronazione di Giacomo I nel 1603. Pubblicò i due libri di Gradualia nel 1605 e 1607, Psalmes, Songs and Sonnets nel 1611 e quattro inni nella raccolta collettiva di William Leighton del 1614. La sua musica spazia dai mottetti e dalle messe alla musica anglicana, alle canzoni e alle composizioni per tastiera. Morì il 4 luglio 1623; il Cheque Book della Chapel Royal lo ricordò come “a Father of Musicke”. Il luogo preciso della sepoltura non è stabilito dalle fonti consultate.
Testo curatoriale originale · CC BY-SA 4.0 · Testo redatto sulla base di BBC Music Magazine, Treccani, studi di David Mateer, fonti storiche sulla Chapel Royal e ricerche musicologiche.
Fonti consultate dai curatori (7)
- Jeremy Summerly, BBC Music Magazine, “William Byrd: Elizabeth I’s Catholic composer” · institutional_record · unspecified
- A Dictionary of Music and Musicians, “Byrd, William” (voce storica, Wikisource) · institutional_record · unspecified
- Treccani, Enciclopedia on line, “Byrd, William” · institutional_record · unspecified
- Diocese of Westminster, Mgr Philip Whitmore, “Giving thanks for William Byrd” · institutional_record · unspecified
- Tallis and Byrd’s Cantiones sacrae (1575), Cambridge University Press · institutional_record · unspecified
- David Mateer, “William Byrd’s Middlesex Recusancy”, Music & Letters, 78/1 (1997) · institutional_record · unspecified
- Westminster Abbey, “James I and Anne of Denmark” · institutional_record · unspecified