My mind to me a kingdom is
My mind to me a kingdom is;
Such perfect joy therein I find
That it excels all other bliss
Which God or Nature hath assign’d;
Though much I want that most men have,
Yet still my mind forbids to crave.
No princely port nor wealthy store,
No force to win a victory,
No wily wit to salve a sore,
No shape to win a loving eye;
To none of these I yield as thrall,
For why my mind despise them all.
I see that plenty surfeits oft,
And hasty climbers soonest fall;
I see that such as are aloft
Mishap doth threaten most of all;
These get with toil, and keep with fear,
Such cares my mind can never bear.
I press to bear no haughty sway;
I wish no more than may suffice;
I do no more than well I may;
Look, what I want my mind supplies;
Lo, thus I triumph as a king,
My mind content with anything.
I laugh not at another’s loss,
Nor grudge not at another’s gain;
No worldly waves my mind can toss;
I brook that is another’s bane;
I fear no foe, nor fawn on friend,
I loath not life, nor dread mine end.
My wealth is health and perfect ease,
And conscience clear my chief defence;
I never seek by bribes to please,
Nor by desert to give offence.
Thus do I live, thus will I die;
Would all did so well as I.
Traduzione italiana redazionale
La mia mente è per me un regno;
vi trovo una gioia così piena
che supera ogni altra felicità
concessa da Dio o dalla natura.
Pur mancando di ciò che molti hanno,
la mia mente mi vieta di desiderarlo.
Non ambisco a fasto principesco né a ricchezze,
né alla forza per vincere una battaglia,
né all’astuzia per lenire un dolore,
né alla bellezza per conquistare uno sguardo.
Non mi faccio schiavo di nulla di tutto questo:
la mia mente disprezza ogni cosa simile.
Vedo che l’abbondanza spesso sazia troppo
e che chi sale in fretta cade per primo;
vedo che chi si trova in alto
è più esposto alla sventura.
Costoro conquistano con fatica e custodiscono con paura:
la mia mente non può sopportare simili affanni.
Non cerco di esercitare un potere arrogante;
non desidero più di quanto basti;
non faccio più di quanto posso fare bene.
Ciò che mi manca, la mente me lo procura:
così trionfo come un re,
contento di ciò che la mente mi offre.
Non rido della perdita altrui,
né invidio il guadagno degli altri;
nessuna tempesta del mondo scuote la mia mente.
Sopporto ciò che tormenta gli altri;
non temo nemici né blandisco amici,
non detesto la vita né temo la fine.
La mia ricchezza è la salute e la pace,
e la coscienza limpida è la mia difesa.
Non cerco di compiacere con doni,
né di offendere con meriti ostentati.
Così vivo, così morirò:
se tutti facessero altrettanto, vivrebbero bene.
Testo attribuito tradizionalmente a Sir Edward Dyer; l’attribuzione è discussa. Traduzione italiana redazionale.