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Opera musicaleVersione scheda 1.3

My mind to me a kingdom is

Canto inglese di William Byrd sul poema morale My mind to me a kingdom is, pubblicato nella raccolta Psalmes, Sonets and Songs of Sadnes and Pietie nel 1588. La raccolta presenta la composizione in cinque parti; le parole furono aggiunte da Byrd a un precedente co...

ORGANICO

Coro

Elenco strumenti (5)
  • Soprano1 Parte vocale superiore (superius).
  • Contralto (I)1 Parte vocale contralto (altus).
  • Contralto (II)1 Seconda parte vocale di contralto, autonoma (medius).
  • Tenor1 Parte vocale tenor (tenor).
  • Bass1 Parte vocale grave (bassus).

Dati catalografici

Data
Compositore
William Byrd
Catalogo
T 224; IWB 88; Psalmes, Sonets and Songs (1588), n. 14; BY1221 (SAATB); BY1614 (Voice & Viols)
Forma / genere
Canto inglese; song a cinque parti
Tonalità / modo
Non disponibile
Organico
Soprano, Contralto (I), Contralto (II), Tenor, Bass
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SCHEDA CURATORIALE

Dettaglio dell’opera

Canto inglese di William Byrd sul poema morale My mind to me a kingdom is, pubblicato nella raccolta Psalmes, Sonets and Songs of Sadnes and Pietie nel 1588. La raccolta presenta la composizione in cinque parti; le parole furono aggiunte da Byrd a un precedente consort song.

Per la versione del 1588 l’organico è registrato come cinque parti vocali distinte: soprano, alto I, alto II, tenore e basso (SAATB). La fonte editoriale Stainer & Bell distingue inoltre l’assetto precedente per voce solista e consort di viole, indicato come soprano solista con due viole contralto, una viola tenore e una viola basso. Questo assetto alternativo non è sommato alle cinque parti vocali della presente versione; i media collegati identificano esecuzioni del consort song.

Il testo, tradizionalmente attribuito a Sir Edward Dyer, ha attribuzione discussa. La raccolta del 1588 documenta la pubblicazione, non la data esatta di composizione. Il range biografico convenzionale 1540–1623 è riportato soltanto perché la scheda richiede un intervallo di date.

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Media e testi

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Media

Fretwork e Grace Davidson — versione consort song (6:02)Spotify
Emma Kirkby e Fretwork — versione consort songYouTube
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Testi dell’opera

Testo vocale

My mind to me a kingdom is — testo integrale e traduzione

EN

Testo tradizionalmente attribuito a Sir Edward Dyer; attribuzione discussa

My mind to me a kingdom is
My mind to me a kingdom is;
Such perfect joy therein I find
That it excels all other bliss
Which God or Nature hath assign’d;
Though much I want that most men have,
Yet still my mind forbids to crave.

No princely port nor wealthy store,
No force to win a victory,
No wily wit to salve a sore,
No shape to win a loving eye;
To none of these I yield as thrall,
For why my mind despise them all.

I see that plenty surfeits oft,
And hasty climbers soonest fall;
I see that such as are aloft
Mishap doth threaten most of all;
These get with toil, and keep with fear,
Such cares my mind can never bear.

I press to bear no haughty sway;
I wish no more than may suffice;
I do no more than well I may;
Look, what I want my mind supplies;
Lo, thus I triumph as a king,
My mind content with anything.

I laugh not at another’s loss,
Nor grudge not at another’s gain;
No worldly waves my mind can toss;
I brook that is another’s bane;
I fear no foe, nor fawn on friend,
I loath not life, nor dread mine end.

My wealth is health and perfect ease,
And conscience clear my chief defence;
I never seek by bribes to please,
Nor by desert to give offence.
Thus do I live, thus will I die;
Would all did so well as I.

Traduzione italiana redazionale
La mia mente è per me un regno;
vi trovo una gioia così piena
che supera ogni altra felicità
concessa da Dio o dalla natura.
Pur mancando di ciò che molti hanno,
la mia mente mi vieta di desiderarlo.

Non ambisco a fasto principesco né a ricchezze,
né alla forza per vincere una battaglia,
né all’astuzia per lenire un dolore,
né alla bellezza per conquistare uno sguardo.
Non mi faccio schiavo di nulla di tutto questo:
la mia mente disprezza ogni cosa simile.

Vedo che l’abbondanza spesso sazia troppo
e che chi sale in fretta cade per primo;
vedo che chi si trova in alto
è più esposto alla sventura.
Costoro conquistano con fatica e custodiscono con paura:
la mia mente non può sopportare simili affanni.

Non cerco di esercitare un potere arrogante;
non desidero più di quanto basti;
non faccio più di quanto posso fare bene.
Ciò che mi manca, la mente me lo procura:
così trionfo come un re,
contento di ciò che la mente mi offre.

Non rido della perdita altrui,
né invidio il guadagno degli altri;
nessuna tempesta del mondo scuote la mia mente.
Sopporto ciò che tormenta gli altri;
non temo nemici né blandisco amici,
non detesto la vita né temo la fine.

La mia ricchezza è la salute e la pace,
e la coscienza limpida è la mia difesa.
Non cerco di compiacere con doni,
né di offendere con meriti ostentati.
Così vivo, così morirò:
se tutti facessero altrettanto, vivrebbero bene.

Testo attribuito tradizionalmente a Sir Edward Dyer; l’attribuzione è discussa. Traduzione italiana redazionale.

Testo inglese rinascimentale in pubblico dominio; traduzione italiana redazionale. Fonte del testo ↗

Fonti e identificativi

Fonte Identificativo Licenza Scheda
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