Dettaglio dell’opera
Canzone italiana per voce solista, liuto e due parti obbligate di viola da gamba, treble e basso. È il brano n. 11 di A Pilgrimes Solace, raccolta pubblicata da Dowland nel 1612. Il testo, anonimo, oppone l’amore crudele che consuma il cuore al lamento di chi invoca la morte; la scrittura vocale e strumentale intensifica questa tensione con declamazione e cromatismi. La partitura conserva distinti l’accompagnamento di liuto e i due sostegni autonomi delle viole. La composizione non ha una datazione documentata: l’intervallo 1563–1626 indica soltanto l’arco biografico convenzionale di John Dowland e non il periodo in cui il brano fu composto.