Dettaglio dell’opera
Madrigale profano a cinque voci di Carlo Gesualdo, appartenente al Quarto libro de’ madrigali, stampato da Vittorio Baldini nel 1596. La scheda Gesualdo Online / RicercarDataLab registra l’opera come un unico madrigale articolato in due parti: «Or che in gioia credea viver contento» (prima parte; intitolata «Hor che in gioia» nel libretto Naxos) e «O sempre crudo Amore» (seconda parte). La fonte è censita come RISM A/I G-1735 e Vogel 1168; la numerazione W. 4/33 segue il catalogo Weismann.
Le parti vocali sono cinque e la partitura ne dà l’ordine Canto, Alto, Quinto, Tenore, Basso (C, A, Q, T, B). Il Quinto è una parte autonoma: la fonte non ne specifica una tessitura moderna, perciò è mantenuto come voce distinta senza forzarlo in una categoria di registro. Il testo è anonimo. La prima parte mette in contrasto la gioia attesa e il venir meno dell’anima e del cuore; la seconda si rivolge all’Amore come forza crudele, presente tanto nella gioia quanto nel dolore.
La data di composizione non è documentata. L’intervallo 1566–1613 indica esclusivamente gli estremi biografici convenzionali di Gesualdo e non data il madrigale; la prima attestazione verificabile è la stampa del 1596.