Dettaglio dell’opera
Madrigale profano a cinque voci, n. 18 del Libro sesto (M6.18; W. 6/77). La raccolta è tradizionalmente datata 1611; le fonti catalografiche registrano anche testimoni del 1613 e 1616. La data di composizione del singolo madrigale non è documentata: l’intervallo 1566–1613 indica esclusivamente gli estremi biografici di Gesualdo, come limite orientativo, non gli anni in cui fu scritto il brano.
Il testo, di autore incerto, paragona gli Amori a farfalle attratte dai raggi della donna: il gioco attorno alla luce si trasforma in bruciore, scintille e incendio. La partitura mantiene cinque parti storiche distinte: Canto, Quinto, Alto, Tenore e Basso. Il booklet Harmonia Mundi documenta per questa esecuzione Canto affidato a soprano, Quinto a tenore, Alto a contralto, Tenore a un secondo tenore e Basso a basso.