Biografia
Alessandro Ignazio Marcello nacque a Venezia il 1 febbraio 1673, primogenito del patrizio e senatore Agostino Marcello e di Paolina Cappello. La documentazione biografica distingue questa nascita da quella di un fratello omonimo nato nel 1669 e morto durante l'infanzia; per questo la tradizione che gli assegna le date 1684–1750 non coincide con la ricostruzione fondata sulla fede battesimale e sulle fonti storiche.
Ricevette dal padre le prime nozioni di poesia e una formazione musicale centrata sul violino. Frequentò il collegio dei padri somaschi nel sestiere veneziano di Castello e proseguì gli studi di matematica all'Università di Padova, mantenendo interessi paralleli per filosofia, lingue, pittura, disegno, meccanica e collezionismo di strumenti. L'ipotesi di un apprendistato con Giuseppe Tartini non è sufficientemente documentata.
Il 1693 segnò l'ingresso formale nella vita patrizia veneziana: nel febbraio indossò la veste togata in piazza San Marco e il 26 maggio 1693 sposò Lodovica Bettoni. La coppia ebbe sei figli; l'unico figlio maschio sopravvissuto fu Lorenzo Alessandro, nato nel 1712. Marcello ricoprì in seguito incarichi giudiziari e amministrativi nella Repubblica di Venezia, tra cui la partecipazione alle Quarantie criminali nel 1708, la magistratura alle Acque tra 1713 e 1715, la Quarantia nel 1722–1723, il consolato dei mercanti nel 1731 e l'avogaria di Comun nel 1741–1742.
Parallelamente coltivò una intensa attività letteraria e artistica. Fu ammesso all'Accademia degli Animosi il 29 aprile 1698 e ne divenne principe nel 1719; appartenne inoltre all'Arcadia, all'Accademia della Crusca, all'Accademia filarmonica di Bologna e all'Albrizziana. Nell'Arcadia adottò il nome di Eterio Stinfalico, che compare anche in diverse pubblicazioni musicali. Nel 1705 collaborò con Nicolas Edelinck a quattro incisioni e dipinse il soffitto della chiesa della Maddalena a Venezia.
La sua attività musicale si sviluppò soprattutto nella composizione e nell'esecuzione privata. Marcello teneva concerti nella propria casa veneziana e raccolse strumenti antichi e moderni, compreso un fortepiano costruito da Bartolomeo Cristofori nel 1724. Nel 1708 pubblicò dodici cantate per voce e basso continuo, dedicate a Livia Spinola Borghese. La raccolta testimonia il rapporto fra la sua produzione vocale e gli ambienti aristocratici veneziani e romani.
I rapporti con la famiglia Borghese portarono a due viaggi a Roma, nel 1709 e nel 1712. In una lettera del 1722 a Livia Spinola Borghese, Marcello raccomandò Antonio Vivaldi, definendolo un celebre professore di violino. Nel 1729 conobbe a Venezia Charles-Louis de Secondat, barone de Montesquieu, che riferì dei suoi viaggi transalpini e della vastità dei suoi interessi.
Il concerto per oboe e archi in re minore è la composizione oggi più nota di Marcello. L'opera fu pubblicata ad Amsterdam nel 1717 in una raccolta collettiva e fu trascritta da Johann Sebastian Bach per strumento a tastiera come BWV 974. Un'altra raccolta importante è La cetra, pubblicata ad Augusta nel 1738, nella quale la scrittura concertante combina parti solistiche per strumenti a fiato e ad arco, concisione formale, contrappunto e ritmi puntati di carattere francese. Marcello compose inoltre sonate per violino, cantate, arie e canzonette.
Negli ultimi anni progettò un poema religioso intitolato Del felice passaggio dal Tempo all'Eternità, rimasto incompiuto. Morì a Venezia il 19 giugno 1747 e fu sepolto a Paviola, nei dintorni di Padova. La sua figura unisce la partecipazione alla vita pubblica veneziana, la curiosità enciclopedica del patriziato erudito e una produzione musicale nella quale il concerto e la cantata riflettono la cultura cosmopolita della Venezia barocca.
Testo generato da fatti strutturati e approvato da un curatore · CC BY-SA · Testo redazionale basato su fonti Wikipedia, Treccani e fonti istituzionali geografiche.
Fonti consultate dai curatori (2)
- Alessandro Marcello · encyclopedia · CC BY-SA
- MARCELLO, Alessandro Ignazio · institutional_record · institutional