Biografia
Arcangelo Corelli nacque a Fusignano il 17 febbraio 1653, cinque settimane dopo la morte del padre Arcangelo. Apparteneva a una famiglia di proprietari agricoli della Romagna, documentata a Fusignano fin dall'inizio del Cinquecento. La sua formazione giovanile è ricostruibile solo in parte: le fonti lo collegano a Faenza, Lugo e poi a Bologna, dove studiò violino e contrappunto e fu allievo di Giovanni Benvenuti intorno al 1666-1670. Nel 1670 fu aggregato all'Accademia filarmonica di Bologna.
Intorno al 1671 si trasferì a Roma, dove perfezionò la composizione con Matteo Simonelli. La sua presenza nella vita musicale romana è documentata almeno dal 1675, quando partecipò a esecuzioni presso San Giovanni dei Fiorentini, San Luigi dei Francesi e Santi Domenico e Sisto. Tra il 1675 e il 1678 suonò nell'orchestra di San Luigi dei Francesi; nel 1676-1679 collaborò inoltre alle esecuzioni promosse dal cardinale Benedetto Pamphili, anche presso San Marcello.
Nel 1679 fu primo violino e direttore al Teatro Capranica. Le fonti ricordano anche soggiorni fuori Roma, tra cui permanenze in area tedesca collocate tra il 1677 e il 1680, ma la cronologia e l'estensione di questi viaggi restano meno sicure rispetto alla documentazione romana. Le tradizioni relative a viaggi a Parigi, in Spagna o alla presenza presso la corte bavarese non sono sufficientemente confermate da testimonianze contemporanee.
Dal 1681 Corelli si stabilì nuovamente a Roma. La sua attività fu sostenuta da importanti patroni, tra cui il cardinale Benedetto Pamphili e il cardinale Pietro Ottoboni. Tra il 1689 e il 1690 soggiornò a Modena presso la corte estense; il soggiorno accrebbe la sua reputazione oltre l'ambiente romano. Nel 1706 fu ammesso nella Pontificia Accademia degli Arcadi con il nome arcadico di Arcomelo Erimanteo, entrando in una rete intellettuale nella quale era presente anche Alessandro Scarlatti.
Nel 1708 Corelli tornò a Roma, dove continuò a lavorare nell'ambiente del cardinale Pietro Ottoboni. Nello stesso anno si recò a Napoli su invito di Filippo V. La sua attività romana comprese esecuzioni pubbliche e private, direzione di complessi strumentali e rapporti con musicisti e mecenati della città. La sua fama europea si fondava soprattutto sulle raccolte di sonate a tre, sonate per violino e concerti grossi, che contribuirono a stabilizzare modelli formali, linguaggi tonali e pratiche violinistiche destinati a influenzare Francesco Geminiani, Pietro Locatelli, Francesco Gasparini, Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel, Johann Sebastian Bach e François Couperin.
Corelli morì a Roma l'8 gennaio 1713. Fu sepolto nel Pantheon, dove la sua tomba contribuì a consolidare la memoria pubblica di una figura considerata già in vita una delle massime autorità della tradizione violinistica italiana.
Testo curatoriale originale · CC BY-SA
Fonti consultate dai curatori (3)
- Arcangelo Corelli · encyclopedia · CC BY-SA
- CORELLI, Arcangelo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 29 · encyclopedia · all-rights-reserved
- Arcangelo Corelli: New Orpheus of our Times · book · all-rights-reserved