Biografia
Benedetto Giacomo Marcello nacque a Venezia il 24 luglio 1686 in una famiglia patrizia legata alla vita politica e culturale della Repubblica. Il padre Agostino Marcello componeva versi, suonava il violino e organizzava esecuzioni private; la madre Paolina Cappello coltivava la poesia e il disegno. Anche i fratelli Alessandro Marcello e Girolamo Marcello parteciparono alla vita letteraria e musicale veneziana.
Marcello ricevette una formazione musicale con Francesco Gasparini, dal quale studiò il violino, e con Antonio Lotti, dal quale apprese la composizione. Parallelamente fu avviato agli studi giuridici e alla carriera pubblica. La sua identità artistica si formò quindi nell'intreccio fra il contrappunto della tradizione italiana, la pratica teatrale veneziana, la poesia e l'esperienza amministrativa.
Nel 1707, dopo la morte del padre, comparve per la prima volta in veste togata. Il 4 dicembre 1707 ottenne la cosiddetta balla d'oro, che gli consentì l'ingresso anticipato nel Maggior Consiglio. Tra il 1709 e il 1710 mantenne rapporti con la famiglia Borghese e con la principessa Livia Spinola Borghese; a questo ambiente furono legati l'oratorio La Giuditta e la serenata La morte d'Adone.
La carriera amministrativa proseguì con l'ufficio alla Messetteria nel 1711, la giudicatura all'Esaminador nel 1714, l'ufficio alla Ternaria vecchia nel 1715 e l'ingresso nella Quarantia civil vecchia nel 1717. Nello stesso periodo pubblicò musica strumentale, cantate e raccolte vocali, oltre alla Lettera famigliare del 1705, ai Sonetti del 1718 e al trattato Trattato delle consonanze armoniche del 1717.
Nel 1720 pubblicò anonimamente a Venezia Il teatro alla moda, satira delle consuetudini dell'opera italiana. L'opera riflette la sua conoscenza diretta dell'ambiente teatrale veneziano e il suo interesse per il rapporto fra testo poetico, canto, messinscena e prassi professionale.
Intorno al 1723 iniziò a impartire lezioni di canto a Rosanna Scalfi, cantante di arie di battello veneziane. I due celebrarono un matrimonio segreto il 20 maggio 1728. La posizione patrizia di Marcello e l'origine sociale di Scalfi resero l'unione controversa sul piano civile; dopo la morte del compositore il matrimonio fu dichiarato nullo dalle autorità veneziane.
La pubblicazione dell'Estro poetico-armonico, realizzata a Venezia tra il 1724 e il 1726, consacrò Marcello come autore di rilievo della musica vocale sacra. La raccolta intona i primi cinquanta salmi nella parafrasi italiana di Girolamo Ascanio Giustiniani, con una scrittura per una, due, tre o quattro voci e basso continuo, talvolta arricchita da strumenti. Accanto ai salmi, Marcello compose oratori, messe, lamentazioni, serenate, cantate profane, sonate, concerti e lavori teatrali quali La fede riconosciuta, Lucio Commodo, Calisto in Orsa e Arianna.
Il 28 giugno 1733 fu nominato provveditore a Pola. L'incarico lo allontanò dalla vita veneziana, ma le sue condizioni di salute resero il soggiorno difficile. Tornato agli uffici veneziani, fu officiale alla Giustizia vecchia dal 1735. Il 5 gennaio 1738 ottenne la carica di camerlengo a Brescia, dove si trasferì nello stesso anno.
Marcello morì a Brescia il 24 luglio 1739. Fu sepolto nella chiesa di San Giuseppe, in Vicolo San Giuseppe 5, dove una lastra tombale ricorda la sua attività pubblica e musicale. La sua opera continuò a essere identificata soprattutto con l'Estro poetico-armonico, con la satira Il teatro alla moda e con la produzione vocale e strumentale che lo colloca fra i principali compositori veneziani del primo Settecento.
Testo curatoriale originale · CC BY-NC · Testo redazionale basato sulle fonti indicate.
Fonti consultate dai curatori (2)
- MARCELLO, Benedetto Giacomo · encyclopedia · Treccani
- Benedetto Marcello · wikipedia · revisione 20261004 · CC BY-SA · Wikipedia contributors