Biografia
Luigi Nono nacque il 29 gennaio 1924 a Venezia, in una famiglia legata alle arti e alla vita musicale cittadina. Il nonno omonimo era pittore; i genitori, Mario Nono e Maria Manetti, suonavano il pianoforte e frequentavano il Teatro La Fenice e i concerti veneziani. In casa ascoltò repertorio classico e opere come Boris Godunov, e attraverso la biblioteca paterna incontrò letterature e poesie che in seguito avrebbe portato nelle sue composizioni. Da adolescente studiò pianoforte privatamente, frequentò il Liceo classico Marco Polo, assistette ai concerti della Biennale e tornò spesso nella Basilica di San Marco, la cui acustica avrebbe alimentato la sua riflessione sullo spazio sonoro.
Nel 1941 iniziò a seguire a Venezia le lezioni di composizione di Gian Francesco Malipiero al Conservatorio Benedetto Marcello. La formazione lo mise in contatto con la polifonia rinascimentale, il madrigale e le opere di Monteverdi, ma anche con Arnold Schoenberg, Anton Webern e Béla Bartók. Dopo la maturità, nell’estate del 1942, si iscrisse a Giurisprudenza all’Università di Padova, continuando parallelamente gli studi musicali. Nel 1943, dopo il ritiro di Malipiero, frequentò contrappunto e fuga con Raffaele Cumar e studiò pianoforte con Gino Gorini. Il contesto della guerra e dell’occupazione nazista rafforzò la sua vicinanza agli ambienti veneziani antifascisti, pur senza una partecipazione attiva alla Resistenza.
Nel 1946 Malipiero lo mise in contatto con Bruno Maderna e con Luigi Dallapiccola. Il confronto con Dallapiccola lo spinse a riprendere lo studio della composizione con Maderna, in un apprendistato indipendente dalle istituzioni. A Venezia lavorò con altri giovani musicisti su repertori medievali e rinascimentali, frequentando la casa di Maderna e la Biblioteca Marciana. Nel 1947 conseguì la laurea in legge a Padova e completò la prima parte del corso di composizione; nel 1949 concluse la seconda parte, senza proseguire per il diploma. Nel 1948 partecipò con Maderna a Venezia a un corso di direzione d’orchestra tenuto da Hermann Scherchen. In seguito seguì i concerti del direttore e soggiornò per periodi prolungati a Zurigo, Rapallo e Gravesano, collaborando con la casa editrice Ars Viva prima come copista, poi come autore.
Nel 1950 esordì sulla scena internazionale ai Ferienkurse di Darmstadt con Variazioni canoniche sulla serie dell’op. 41 di Arnold Schoenberg, dirette da Scherchen. Tornò ai corsi per circa un decennio e dal 1957 vi insegnò; quegli incontri lo misero in relazione con Edgard Varèse, Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, Henri Pousseur e John Cage. Le opere presentate a Darmstadt, fra cui Polifonica-Monodia-Ritmica, gli Epitaffi per Federico García Lorca, La victoire de Guernica, Incontri e Cori di Didone, lo affermarono come una delle voci centrali dell’avanguardia europea. Nel 1952 aderì al Partito Comunista Italiano. Nel 1954, a Amburgo, conobbe Nuria Schoenberg in occasione della prima esecuzione di Moses und Aron; si sposarono a Venezia il 29 luglio 1955. Tra il 1955 e il 1956 compose Il canto sospeso, costruito su lettere di prigionieri della Resistenza europea condannati a morte. La frammentazione sillabica del testo e la scrittura seriale vi coniugano rigore strutturale e memoria delle vittime del fascismo. Nel 1958 il viaggio in Polonia, con la visita al ghetto di Varsavia e ad Auschwitz-Birkenau, fu una delle esperienze che alimentarono Diario polacco ’58. Nel 1959 prese le distanze dalle tendenze che, a suo giudizio, separavano la tecnica musicale dalla storia e dal presente, rendendo esplicito il dissenso durante i corsi di Darmstadt.
Negli anni Sessanta la sua scrittura integrò voci registrate, materiali documentari, rumori e nastro magnetico. La commissione della Biennale del 1960 condusse a Intolleranza 1960, azione scenica su un’idea di Angelo Maria Ripellino, che intreccia testi poetici e politici con coro, orchestra, nastro e immagini. La prima ebbe luogo al Teatro La Fenice di Venezia il 13 aprile 1961, diretta da Maderna, con regia di Václav Kašlík, scene di Emilio Vedova e apparato tecnico di Josef Svoboda. Nel 1964 compose La fabbrica illuminata dopo aver raccolto materiali sonori e voci di lavoratori all’Italsider di Genova-Cornigliano e averli elaborati allo Studio di Fonologia RAI di Milano; la prima esecuzione pubblica si tenne alla Fenice il 15 settembre 1964. Fra il 1960 e il 1970 lavorò a un teatro musicale che contestava le convenzioni della sala e il confine tra scena e pubblico. Viaggiò nei paesi dell’Europa orientale, nell’Unione Sovietica e negli Stati Uniti, e dal 1967 in America Latina, tenendo conferenze e incontrando intellettuali e attivisti. Le esperienze politiche e i materiali della contemporaneità entrarono in opere quali A floresta é jovem e cheja de vida e Y entonces comprendió.
La collaborazione con il regista Jurij Ljubimov e lo scenografo David Borovskij contribuì alla genesi di Al gran sole carico d’amore, presentato al Teatro Lirico di Milano nell’aprile 1975. Dal 1975 Nono fece parte del Comitato Centrale del PCI. Dopo la morte del padre nell’ottobre 1975 e della madre nel gennaio 1976, attraversò una crisi creativa e si orientò verso una scrittura più rarefatta e introspettiva. L’amicizia con Massimo Cacciari contribuì a un nuovo dialogo con la filosofia e la poesia; .sofferte onde serene., composta nel 1976 per Maurizio Pollini, segna questa fase, seguita dal quartetto Fragmente-Stille, an Diotima, elaborato tra il 1979 e il 1980.
Dal 1980 collaborò con l’Experimentalstudio della Heinrich-Strobel-Stiftung a Friburgo, esplorando la trasformazione elettronica del suono in tempo reale e la sua distribuzione nello spazio. Opere come Das atmende Klarsein, Quando stanno morendo. Diario polacco n. 2 e Guai ai gelidi mostri prepararono Prometeo. Tragedia dell’ascolto, realizzato con testi di Cacciari e un ambiente ligneo progettato da Renzo Piano. La prima rappresentazione si svolse nella chiesa di San Lorenzo a Venezia il 25 settembre 1984, con la direzione di Claudio Abbado. Negli ultimi anni compose anche opere ispirate a Walter Benjamin, Antonio Machado e Andrej Tarkovskij; il viaggio a Toledo nel 1985 contribuì alla genesi del ciclo dei Caminantes. Nel 1986–1987 soggiornò a Berlino grazie a una borsa del DAAD e nel 1987–1988 fu eletto al Wissenschaftskolleg. Ricevette il Großer Kunstpreis Berlin nel marzo 1990. Morì a Venezia l’8 maggio 1990, nella casa di famiglia alle Zattere.
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Fonti consultate dai curatori (6)
- Home of Luigi Nono, Zattere al Ponte Longo · institutional · revisione 20261009-review · CC BY-SA
- Biography, Luigi Nono · institutional · revisione 20261009-review · all-rights-reserved
- Nono Luigi, compositore · institutional · revisione 20261009-review · all-rights-reserved
- Luigi Nono · wikipedia · revisione 20261009-review · CC BY-SA
- Le Muse Inquiete, Luigi Nono, Intolleranza 1960, 1961 · institutional · revisione 20261009-review · all-rights-reserved
- La fabbrica illuminata · institutional · revisione 20261009-review · all-rights-reserved