Biografia
Olivier Eugène Prosper Charles Messiaen nacque il 10 dicembre 1908 ad Avignone, in una famiglia letteraria: sua madre, Cécile Sauvage, era poetessa, suo padre Pierre Messiaen studioso d'inglese e traduttore di Shakespeare. La poesia materna e le letture teatrali lasciarono un'impronta precoce. Durante la guerra la madre si trasferì con i figli a Grenoble, dove il giovane Olivier si avvicinò al pianoforte, alla composizione e ai paesaggi alpini del Dauphiné. Dopo il ritorno del padre dal fronte, la famiglia visse a Nantes e nel 1919 si stabilì a Parigi.
Nello stesso anno Messiaen entrò al Conservatoire de Paris, studiando pianoforte, armonia, contrappunto, fuga, organo, improvvisazione, storia musicale e composizione. Tra i suoi maestri figuravano Jean Gallon, Noël Gallon, Maurice Emmanuel, Marcel Dupré, Charles-Marie Widor e Paul Dukas. I premi ottenuti negli anni 1924–1930, culminati nel primo premio di composizione, accompagnarono la formazione di una lingua personale, nutrita di ritmo greco e indiano, canto piano, colori armonici e simmetrie. Le prime opere per pianoforte e organo, insieme alla suite orchestrale Les Offrandes oubliées, presentarono una voce già riconoscibile.
Nel 1931 fu nominato organista titolare della chiesa della Sainte-Trinité a Parigi, incarico che mantenne fino alla morte. L'esperienza dell'improvvisazione liturgica e la sua fede cattolica alimentarono un corpus organistico di grande originalità. Negli anni Trenta insegnò alla Schola Cantorum e all'École normale de musique. Nel 1932 sposò la violinista e compositrice Claire Delbos; il loro rapporto ispirò opere cameristiche e vocali, fra cui Poèmes pour Mi. Nel 1936 partecipò con André Jolivet, Daniel-Lesur e Yves Baudrier alla fondazione del gruppo La jeune France. Quello stesso anno acquistò un terreno a Petichet, nel comune di Saint-Théoffrey, dove fece costruire una casa e trascorse molte estati componendo. Per l'Esposizione di Parigi del 1937 scrisse Fête des belles eaux per sei ondes Martenot.
Mobilitato allo scoppio della guerra, fu catturato nel 1940 e internato nel campo per prigionieri di guerra Stalag VIII A, presso Görlitz. Lì incontrò il clarinettista Henri Akoka, il violoncellista Étienne Pasquier e il violinista Jean le Boulaire; per loro e per sé compose il Quatuor pour la fin du Temps. La prima esecuzione ebbe luogo il 15 gennaio 1941 nel campo, con i musicisti prigionieri e davanti a detenuti e guardie. Rientrato in Francia nel 1941, fu nominato professore d'armonia al Conservatoire de Paris; dal 1947 insegnò analisi e dal 1966 composizione, ritirandosi dall'insegnamento nel 1978. Tra i suoi allievi furono Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis.
Negli anni del dopoguerra la sua classe attirò giovani musicisti internazionali. Insegnò anche a Budapest nel 1947 e partecipò ai corsi estivi di Tanglewood e Darmstadt nel 1949. La collaborazione artistica e personale con la pianista Yvonne Loriod fu decisiva per opere come Visions de l'Amen e Vingt regards sur l'Enfant-Jésus. La ricerca ritmica e timbrica si spinse verso procedimenti seriali in Mode de valeurs et d'intensités e verso l'esperienza elettroacustica di Timbres-durées, realizzata con Pierre Henry.
Dal 1952 il canto degli uccelli divenne sempre più centrale nella sua scrittura: Le Merle noir e Réveil des oiseaux aprirono un lungo lavoro di ascolto, trascrizione e trasformazione musicale culminato nel documentazione disponibile d'oiseaux. Dopo la morte di Claire Delbos nel 1959, Messiaen sposò Yvonne Loriod nel 1961. Nel 1962 visitò il Giappone; le musiche gagaku, il teatro nō e i paesaggi incontrati contribuirono ai sette schizzi orchestrali di Sept Haïkaï. Nel 1967 fu eletto all'Académie des beaux-arts. Le commissioni e i viaggi degli anni successivi alimentarono opere orchestrali di ampio respiro, mentre la sua scrittura continuava a connettere ornitologia, teologia, ritmo e percezione del colore.
Negli ultimi decenni lavorò all'opera Saint François d'Assise, presentata a Parigi nel 1983, e continuò a comporre e a soggiornare a Petichet. Morì il 27 aprile 1992 a Clichy; fu sepolto nel cimitero di Saint-Théoffrey, vicino alla casa e ai paesaggi alpini che avevano accompagnato per decenni il suo lavoro.
Testo curatoriale originale · CC BY-SA
Fonti consultate dai curatori (6)
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