Biografia
Philip Morris Glass nacque a Baltimore, nel Maryland, il 31 gennaio 1937, in una famiglia ebraica di origine europea. Crebbe in un ambiente nel quale l'ascolto musicale era favorito dal negozio di dischi del padre; questa esperienza lo mise in contatto con repertori molto diversi e accompagnò la sua prima formazione musicale.
Avviò lo studio della musica da bambino e, ancora adolescente, si trasferì a Chicago per frequentare l'Università di Chicago. Vi conseguì la laurea a 19 anni, con studi di matematica e filosofia, mentre continuava a dedicarsi alla composizione e al pianoforte. Dopo l'università proseguì la formazione alla Juilliard School di New York, dove studiò composizione con Vincent Persichetti e approfondì la tecnica contrappuntistica e armonica.
Durante gli anni di formazione partecipò ai corsi estivi di Aspen con Darius Milhaud. La distanza crescente dalle correnti dominanti della musica d'avanguardia lo spinse a cercare una diversa impostazione tecnica e musicale. A metà degli anni Sessanta si trasferì a Parigi, dove studiò con Nadia Boulanger. Il lavoro con Boulanger rafforzò il controllo della scrittura, dell'armonia, del contrappunto e della forma.
Nel 1965, sempre a Parigi, Glass entrò in rapporto professionale con Ravi Shankar lavorando alla trascrizione della musica per il film Chappaqua. L'attività di trascrittore e l'ascolto diretto della musica indiana gli offrirono un modello diverso di organizzazione del tempo, del ritmo e della struttura. In seguito svolse ricerche e viaggi in Nord Africa, India e nell'area himalayana; tali esperienze contribuirono alla trasformazione del suo linguaggio compositivo e alla centralità dei processi additivi e delle reiterazioni.
Rientrato a New York nel 1967, Glass entrò nella scena artistica d'avanguardia del centro cittadino. Nel 1968 fondò il Philip Glass Ensemble, destinato a diventare il principale organico esecutivo della sua musica: tastiere, legni amplificati, voce e sistemi di amplificazione costituivano una formazione flessibile, adatta a un repertorio costruito su cellule ritmiche, ripetizioni e trasformazioni graduali. Per sostenere l'attività musicale lavorò anche come tassista e svolse altri impieghi, mentre sviluppava una rete di collaborazioni con artisti del teatro, della danza, della poesia, del cinema e della musica popolare.
Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta Glass elaborò il linguaggio poi associato alla minimal music. Egli preferiva parlare di «musica con strutture ripetitive», sottolineando il ruolo del ritmo, dell'accumulo e della modificazione progressiva più che l'idea di riduzione. In questo periodo collaborò con Robert Wilson; dalla loro collaborazione nacque Einstein on the Beach, presentata nel 1976, opera di ampie proporzioni che univa musica, teatro, movimento, immagini e testo non narrativo.
Negli anni successivi Glass estese il proprio documentazione disponibile all'opera e al teatro musicale con Satyagraha, Akhnaten, The Voyage, Orphée, Les Enfants Terribles, Waiting for the Barbarians e numerosi altri lavori. Compose inoltre musica orchestrale e concertante, quartetti d'archi, musica per pianoforte e organo, balletti e lavori per ensemble. La sua scrittura mantenne un rapporto stretto con l'esecuzione dal vivo e con il Philip Glass Ensemble, ma venne adottata anche da teatri d'opera, orchestre e istituzioni concertistiche internazionali.
A partire dagli anni Ottanta Glass sviluppò una presenza importante nel cinema. La collaborazione con Godfrey Reggio per Koyaanisqatsi diede origine a un rapporto strutturale tra immagini e musica; seguirono colonne sonore per documentari e film di finzione, tra cui Mishima: A Life in Four Chapters, The Thin Blue Line, The Hours, Notes on a Scandal, Kundun e The Illusionist. La sua attività rimase inoltre legata al teatro, alla danza e alla musica d'autore attraverso collaborazioni con Allen Ginsberg, David Bowie, Paul Simon, Linda Ronstadt, Yo-Yo Ma, Leonard Cohen e Doris Lessing.
Nel XXI secolo Glass ha continuato a comporre e a partecipare all'esecuzione delle proprie opere, mantenendo una produzione ampia che comprende nuove opere liriche, sinfonie, concerti, musica da camera, lavori per pianoforte, teatro, danza e cinema. La sua influenza si estende dalla musica contemporanea alle arti visive, al teatro sperimentale, alla coreografia e alla cultura audiovisiva. Al 4 ottobre 2026 risulta vivente.
Testo curatoriale originale · all rights reserved · Philip Glass official website; Wikipedia contributors; The Juilliard School; National Endowment for the Arts
Fonti consultate dai curatori (2)
- Biography – Philip Glass · institutional · revisione 2026-10-04 · all rights reserved · Philip Glass official website
- Philip Glass · wikipedia · revisione 2026-10-04 · CC BY-SA · Wikipedia contributors