Dettaglio dell’opera
Homo quidam fecit cenam magnam (NJE 19.4) è un responsorio per il Corpus Christi, composto per cinque voci e articolato in due parti: Homo quidam fecit cenam magnam e Venite, comedite panem meam. Il testo deriva dalla parabola del grande banchetto nel Vangelo secondo Luca (14,16–17). Il tenor si basa sul canto liturgico e partecipa a un canone: l’intervallo cambia tra la prima e la seconda parte.
Il motetto è attestato nel libro di musica di Anne Boleyn (London, Royal College of Music, MS 1070) e nel manoscritto Cappella Sistina 42; la prima stampa è nella raccolta di Petrucci Motetti a cinque libro primo (Venezia, circa 1508). Una fonte conserva una variante con sesta voce: la scheda descrive l’organico canonico a cinque voci e non incorpora quella parte aggiunta. L’intervallo 1450–1521 è una stima biografica per Josquin, non una datazione della composizione. Cantores Chamber Choir, diretto da David Allinson, ha registrato il mottetto nell’album Philip van Wilder: Complete Sacred Music & Chansons (2013).