Dettaglio dell’opera
Supremum est mortalibus bonum è un mottetto isoritmico latino di Guillaume Du Fay. Il testo proclama la pace «sommo bene per i mortali» e «ottimo dono di Dio», quindi la invoca come attesa e preziosa. La composizione è in due parti: Supremum est mortalibus bonum e O sancta pax.
Il mottetto è attestato, tra gli altri testimoni, nel manoscritto Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica, MS Q.15, e nel codice Trento 92. La scrittura è a tre voci, discantus, contratenor e tenor, con una quarta linea di fauxbourdon non notata che può essere ricostruita secondo la prassi dell’epoca; l’organico registrato qui descrive le tre parti scritte, senza presentare la realizzazione come una quarta parte autonoma della fonte.
La datazione è circa 1433. La storiografia l’ha collegato al trattato di pace concluso a Viterbo tra papa Eugenio IV e Sigismondo, e alle successive celebrazioni romane per l’incontro e l’incoronazione di Sigismondo; l’occasione esatta resta discussa. Non è quindi prudente indicare come certa una singola cerimonia.
Sono collegate la registrazione del Clerks’ Group diretto da Edward Wickham nell’album Guillaume Dufay: Sacred Music from Bologna Q15 (2002) e quella di Pro Cantione Antiqua diretta da Bruno Turner, pubblicata nell’album The Flowering of Renaissance Choral Music (riedizione 1994; registrazione originaria Deutsche Grammophon, 1975).